Guida autonoma entro il 2021, sentenze e speranze

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Il 16 agosto 2016 Ford annunciò la possibilità di realizzare un’auto con guida autonoma a livello 4 entro il 2021, grazie a un’alleanza strategica con diversi partner all’interno della Silicon Valley. Tali veicoli, secondo la classificazione SAE 4, non richiedono l’intervento umano se non per casi eccezionali e in ogni caso sotto previsione del veicolo: sono ad alta automazione e dunque non ci si aspetta che falliscano nel loro compito.

Sentenza
Ebbene, nel caldo di Ferragosto del 2020, anno del Covid-19, del lockdown e della crisi del settore automotive, non si può dire che Ford non abbia smesso di pensare a quel progetto. Ma realizzare quell’auto, anche solo a livello di test continuativi, entro il prossimo anno oggi appare proibitivo. Ancor più complicato l’obiettivo, posto anch’esso nel 2016, di proporre al pubblico un’auto a guida autonoma pronta consegna entro il 2025. Lo scorso aprile, in pieno lockdown europeo, Ford aveva annunciato il rinvio dei suoi piani 2021 al 2022. Decisione ragionevole.
Nel 2016 l’allora chief technical officer di Ford, Raj Nair, aveva sottolineato che il progetto sarebbero state fondamentali le compagnie di car sharing. Ma pure che per motivi di sicurezza le auto avrebbero avuto l’ausilio di esseri umani per controllarne il funzionamento. “Il prossimo decennio sarà definito dall’automazione e riteniamo che i veicoli a guida autonoma avranno un impatto sulla società altrettanto significativo rispetto a quello che ebbe la catena di montaggio all’epoca di Henry Ford. Ci dedichiamo a mettere su strada un veicolo autonomo in grado di migliorare la sicurezza e risolvere sfide sociali e ambientali per milioni di persone, non solo per coloro che possono permettersi veicoli di lusso“, aveva affermato a margine Mark Fields, allora presidente e CEO di Ford. Oggi è stato saggio rallentare ma senza accostare.
Speranza
Il piano di Ford era il seguente: un’auto senza volante, pedale dell’acceleratore o del freno, per l’uso in servizi di mobilità commerciale come il ride sharing e il ride hailing all’interno di aree specifiche. L’idea è ancora quella, ma a Detroit si sono accorti che a mancare è l’infrastruttura necessaria per rendere affidabili queste auto. Proprio per questo motivo è importante la notizia della fondazione di Cavnue, una filiale tecnologica di Sidewalk Infrastructure Partners, che si occuperà di studiare le strade ‘digitali’ per le auto iperconnesse. Il punto di partenza per Cavnue sarà un corridoio di 40 miglia tra il centro di Detroit e Ann Arbor, nel Michigan, completamente dedicato ai veicoli autonomi.
Per la prima fase del progetto, Cavnue lavorerà insieme a una serie di agenzie statali del Michigan, tra cui l’Ufficio per la mobilità futura e l’elettrificazione e il Dipartimento dei trasporti del Michigan, su uno studio di fattibilità e progettazione che dovrebbe durare circa due anni. Ford fa parte dell’alleanza tecnologica tanto quanto GM, Argo AI, Arrival, Bmw, Honda, Toyota, TuSimple e Waymo. Ma a suo vantaggio c’è il totale interesse di Bill Ford, il quale vuole creare “un distretto dell’innovazione basato sulla mobilità aperta“. Insomma, con le infrastrutture giuste la Casa americana potrà presto accelerare di nuovo e con essa altri avversari altrettanto pieni d’interesse.



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