Hamilton punzecchia la Ferrari sul razzismo

Formula 1 Sport

Anche in occasione del Gran Premio della Stiria la maggioranza dei piloti (12 su 20) si è inginocchiata per sostenere il movimento Black Lives Matter e combattere anche simbolicamente il razzismo e ogni forma di discriminazione sociale. E anche nel secondo appuntamento del Mondiale, ognuno ha voluto manifestare la propria vicinanza a queste lotte secondo la propria sensibilità. Ma secondo Lewis Hamilton c’è chi potrebbe fare molto di più: il sei volte campione del mondo ha scagliato un dardo contro Maranello.

“Abbiamo visto i meccanici della Red Bull inginocchiarsi ed è stato bellissimo, ma guardate la Ferrari: ci lavorano migliaia di persone e da parte loro non ho sentito nessuna parola, nessuna assunzione di responsabilità sul tema. E non lo faranno nemmeno in futuro. Invece serve che la Formula 1 e la FIA siano ancora più coinvolti, abbiamo bisogno delle squadre, occorre che tutti facciano squadra“, ha detto il britannico ai giornalisti dopo la sua vittoria nel Gran Premio della Stiria.

La polemica del ginocchio

Hamilton si è anche lamentato del comportamento di alcuni piloti, che durante il briefing in Austria gli avevano chiesto se il gesto del ginocchio dovesse continuare. Il gesto c’è stato ma ha coinvolto due piloti in meno rispetto alla gara inaugurale, anche perché non faceva parte del programma ufficiale della Federazione, a differenza della settimana scorsa: “Alcuni mi hanno chiesto ‘Per quanto tempo dobbiamo continuare a inginocchiarci?‘, insomma c’è molto lavoro da svolgere per la Formula 1, la FIA deve farne parte e penso che lo stesso valga per i piloti, anche perché abbiamo la voce e le piattaforme per farlo“. Il team principal della Mercedes Toto Wolff ha gettato acqua sul fuoco, affermando che “non bisogna giudicare nessuno in questa situazione. Nessuno dei piloti è razzista, nemmeno quelli che scelgono di stare in piedi, e dobbiamo rispettare il punto di vista di tutti“.



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