Hertz, la bancarotta dopo oltre 100 anni di storia

Formula 1 Sport

Hertz, uno dei colossi mondiali nel settore dell’autonoleggio, ha presentato negli Stati Uniti e in Canada un’istanza di fallimento. Gli ultimi mesi hanno significato per la società americana un periodo di crisi nera, accentuata ancor di più dalla diffusione del Coronavirus che ha colpito duramente il settore dell’automotive in tutto il mondo. E così, dopo oltre cento anni di storia, la Hertz è stata costretta a dichiarare bancarotta.

Hertz dichiara bancarotta negli Stati Uniti

Era il 1918, infatti, quando Walter L. Jacobs fondò la Hertz a Chicago, esattamente cinque anni prima di venderla a John D. Hertz, da cui la società prende il nome. Inizialmente la flotta di veicoli a disposizione per l’autonoleggio prevedeva solamente una dozzina di Ford Model T: è evidente che passi avanti giganti sono stati compiuti nell’arco della sua esistenza. Pensare che un colosso del genere sia stato affossato dal Coronavirus (certo il debito di quasi 20 miliardi che già pendeva sulla società non ha aiutato), a distanza di più di un secolo dalla sua fondazione e dopo aver affrontato e vinto con successo le crisi causate da Grande Depressione e Seconda guerra mondiale, fa riflettere. Ma questa è la realtà, e i tagli operati negli ultimi mesi non sono bastati a risollevare la situazione.
Nella gravità del momento, un briciolo di speranza deriva dal fatto che la Hertz ha fatto appello alla procedura di riorganizzazione “Chapter 11”, a cui già si erano aggrappate in passato Chrysler e General Motors. In poche parole, almeno per ora, la bancarotta dichiarata dalla Hertz è temporanea: si tratta infatti dell’inizio di un piano di ristrutturazione, che solo in caso di esito negativo porta alla liquidazione. Al momento quindi la società finirà sotto il controllo del tribunale, con la possibilità di riorganizzarsi e cercare di rialzare la testa da questo fallimento. Da questo punto di vista la Hertz ha fatto sapere che dispone di oltre un miliardo di dollari di cash per supportare il servizio durante la riorganizzazione, certo è che senza soluzioni drastiche e soprattutto senza un aiuto concreto da parte della Casa Bianca difficilmente la società riuscirà a ripartire.

Hertz vende le Corvette Z06, un vero affare

Ripercorriamo però a grandi linee quella che è stata la storia di questo colosso mondiale nel settore dell’autonoleggio. Come anticipato tutto iniziò nel settembre del 1918, quando Walter L. Jacobs, all’età di 22 anni inaugurò un ufficio di noleggio auto a Chicago con una dozzina di Ford modello T, che riparava e riverniciava lui stesso. Nel corso degli anni si occupò di ampliare la sua attività al punto che, di lì al 1923, arrivò a generare un reddito annuale di circa 1 milione di dollari. Fu proprio quello l’anno in cui Jacobs decise per il passaggio di consegne, e vendette la società a John Hertz, presidente operativo della Yellow Cab and Yellow Truck and Coach Manufacturing Company. Jacobs non fu proprietario quindi, ma rimase comunque nell’azienda in qualità di alto dirigente operativo ed amministrativo. Solo tre anni dopo, la divisione autonoleggio della Hertz venne acquisita da General Motors.
La prima stazione di noleggio venne inaugurata nel 1932 all’aeroporto Midway di Chicago, proprio nello stesso anno in cui introdusse il primo pacchetto di noleggio auto Fly/Drive. Il vero cambio di rotta avvenne nel 1953, quando i nuovi acquirenti di Omnibus Corporation decisero di puntare maggiormente sul noleggio di auto e mezzi pesanti, accantonando in parte gli autobus. L’anno successivo rappresentò per la Hertz il debutto in Borsa, visto che venne quotata per la prima volta in quella di New York. Il processo di globalizzazione in casa Hertz avvenne concretamente nel 1970, quando la società decise di stabilire il suo Centro prenotazioni mondiale nel cuore degli Stati Uniti, a Oklahoma City, e di aprire il Centro dati Hertz nella stessa città, diventando così accessibile 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, da tutto il mondo.

Hertz, nuovo CEO per rispondere alla crisi

Nel 1984 la compagnia fece esordire il servizio di Indicazioni di Guida Computerizzate: fu la prima società di autonoleggio in tutto il mondo a offrire questo tipo di soluzione. Dopo una serie di servizi e di innovazioni introdotti tra gli la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta, nell’ottobre del 1997 la società decise di stabilire a Dublino, in Irlanda, la sede del Centro servizi europeo Hertz, il quale ospita il centro prenotazioni europee di Hertz che gestisce le telefonate in arrivo da Francia, Germania, Irlanda, Svizzera e Regno Unito. Il nuovo millennio si apre per Hertz con il rafforzamento del segmento dell’autonoleggio di lusso: ecco allora che la flotta di veicoli viene rimpinguata da diversi esemplari marchiati Jaguar, Land Rover Lincoln, Audi, Infiniti, Cadillac, Hummer e Volvo. Nel 2012, la società contava una flotta composta da 490.000 veicoli solo negli USA, e 177.000 veicoli nel mondo, e un’operatività attiva in 145 diversi Paesi. Impensabile ma vero, a distanza di otto anni, oggi 22 maggio 2020, la Hertz ha dichiarato bancarotta.

Go to Source