Hertz, regna ancora l’instabilità

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Alla Hertz il passato e il futuro si stanno rimescolando, creando ancora più incertezza sul destino della compagnia che dopo aver fatto domanda per una bancarotta controllata ha bisogno di punti fermi su cui ricostruire. Nel corso del mese di agosto corrente ci sono stati diversi colpi di scena all’interno e all’esterno di Hertz, e si può partire dal rimborso che la compagnia otterrà dal suo ex CEO.

Mark Frissora rimborserà infatti quasi 2 milioni di dollari di bonus, oltre a pagare una multa di 200.000 dollari, per aver favorito la presentazione da parte della società di dichiarazioni finanziarie imprecise e al limite del falso. In particolare Frissora aveva abbassato artificialmente i costi di ammortamento senza rivelare adeguatamente i rischi e aveva approvato una previsione degli utili, nel novembre 2013, superiore ai calcoli esatti. Ciò aveva spazientito gli investitori che infatti, come loro diritto, avevano fatto pressione per allontanarlo da Hertz. L’anno scorso Hertz aveva accettato di pagare 16 milioni di dollari per risolvere con la U.S. Securities and Exchange Commission gli errori di rendicontazione finanziaria. Nel marzo 2019, la società aveva citato in giudizio Frissora, l’ex chief financial officer Elyse Douglas e l’ex consigliere generale Jeffrey Zimmerman per le entrate gonfiate negli anni fiscali 2011, 2012 e 2013.
Tornando al presente, Hertz ha riportato i risultati per il secondo trimestre 2020, con un fatturato di 832 milioni di dollari, una perdita netta di 847 milioni di dollari e una liquidità pari a 1,4 miliardi di dollari. Paul Stone, presidente e amministratore delegato di Hertz Global, ha affermato: “I ricavi sono diminuiti drasticamente a causa dell’impatto significativo della pandemia sui viaggi globali, abbiamo dovuto prendere decisioni difficili ma necessarie per rafforzare e posizionare l’azienda per la crescita per molti anni a venire. Le decisioni più difficili sono state quelle che hanno avuto un impatto sulla nostra forza lavoro in Nord America“. Infatti i ricavi globali sono diminuiti del 67%, e di conseguenza Hertz ha ridotto le spese operative del 47% anno su anno nel secondo trimestre.
Tuttavia già dal mese di maggio c’è stato un miglioramento mensile, andato di pari passo con le varie riaperture dei paesi interessati dal lockdown. La società sta cercando di capitalizzare la forte domanda di auto usate in Nord America. Eppure, nonostante le speranze, il Chief Financial Officer Jamere Jackson ha annunciato le dimissioni. Poco prima di Ferragosto il dirigente ha rimesso il suo mandato e, pur rimanendo fino all’11 settembre per aiutare con la transizione, si tratta di un’altra tempesta da gestire. Intanto sono stati promossi dei dirigenti già protagonisti di Hertz in ambito finanziario. “Siamo fortunati ad avere un’incredibile forza di banco nel nostro team finanziario mentre affrontiamo l’incertezza sui viaggi che la pandemia globale ha prodotto“, ha detto Stone.



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