Il Cagliari a Udine per giocarsi un pezzo di salvezza

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(ANSA) – CAGLIARI, 02 APR – Otto partite alla fine. E domani con l’Udinese il Cagliari si gioca una fetta di salvezza. Quanto grande? Molto: la squadra di Mazzarri è reduce da un parziale molto negativo (zero punti e zero gol nelle ultime tre partite) e ha bisogno di coraggio e soprattutto di muovere la classifica.    E se il Venezia ha più o meno il ritmo del Cagliari, il Genoa sta correndo trascinato – ora anche agli allenamenti – dal suo pubblico. “Non guardo le altre e il loro calendario – ha detto Mazzarri nella conferenza stampa della vigilia – io guardo solo quello che dobbiamo fare noi. Vero, non stiamo segnando. Ma stiamo creando gioco e occasioni, almeno con il Milan lo abbiamo fatto: la traversa, il tiro successivo di Marin. Ma anche qualche altra situazione prima. Su questo piano non sono preoccupato. Da qui in poi dobbiamo cercare di sbagliare meno partire possibili”.    All’andata fu zero a quattro alla Domus: “Diciamo che in quell’occasione abbiamo toccato il fondo – ha continuato il mister – e da allora abbiamo reagito, sin dalla partita successiva. Rimane il rammarico del girone di andata, ma anche lì avremmo potuto chiudere anche con cinque punti in più”.    Domani rossoblu senza Marin e Pavoletti, ancora alle prese con il Covid. Ma con un Rog in più: “Andrà in panchina – ha anticipato – e se sarà necessario giocherà anche uno spezzone di partita. Ci contiamo, ma bisogna fare i conti anche con il ritmo partita”.    Cagliari che deve fare punti. Ma che ha problemi in attacco: niente Pavoletti, Keita ha un solo allenamento, Joao Pedro è rientrato in settimana dopo una settimana azzurra senza sorrisi.    “Ma è chiaro – ha spiegato Mazzarri – che una volta tornati a casa, tutti si sono ricalati nella situazione e hanno il Cagliari come priorità. Il futuro azzurro sarà legato anche alle prossime otto partite”. Le premesse per un ritorno di Pereiro titolare ci sono tutte. Ma il mister rossoblù non si è sbilanciato: “Non possiamo dare vantaggi agli avversari. Basta parlare, ora servono solo i fatti”. (ANSA).   

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