Il Dl Semplificazioni fa infuriare Mattarella

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Ci voleva una lettera firmata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e indirizzata ai presidenti di Camera e Senato, per dire che no, così non si può andare avanti. In effetti, che cosa c’entra col DL Semplificazioni il codice della strada? Niente, è chiaro. Eppure, nel provvedimento appena varato, è entrata una mini riforma del codice attesa da anni, e che si era incagliata nei vari pareri degli uffici legislativi o in quelli della ragioneria di Stato per motivi di copertura economica.

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Sia chiaro, una modifica al Codice era auspicabile e non più rimandabile. Ma andava fatta in modo organico, senza il ricorso alla logica dell’emergenza usata anche stavolta per tappare buchi legislativi o introdurre concetti cari all’attuale maggioranza (come la mobilità dolce e i vari provvedimenti a favore dei ciclisti). 
Ma, per ovvi motivi, sono tanti gli argomenti che non sono stati affrontati. Su tutti, quello spinosissimo dell’uso del cellulare alla guida. Del resto, lo scopo del DL Semplificazioni era quello di agevolare gli investimenti e la realizzazione delle infrastrutture attraverso una serie di semplificazioni procedurali”, non certo quello di riformare il codice della strada. Cosa che andrebbe fatta in altre sedi (come quella legislativa tradizionale) e con tempi ben diversi da quelli biblici cui siamo abituati. Insomma, Mattarella ha dato il via libera al classico provvedimento omnibus all’italiana, una specie di minestrone capace di contenere tutto e il contrario di tutto, solo in seguito alla situazione emergenziale del Paese.



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