Il gasolio costerà quanto la benzina

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Gli automobilisti se ne accorgeranno a partire dal primo gennaio 2021 e poi di anno in anno, fino a quando, centesimo dopo centesimo, il diesel arriverà a costare quanto la benzina verde, che oggi costa di più. È il disegno previsto dal piano di innalzamento delle accise sul gasolio spalmato su dieci anni che sta prendendo forma nelle stanze del ministero dell’Ambiente, dove il titolare del dicastero, Sergio Costa, sta portando avanti un progetto che mira a tagliare una parte dei cosiddetti sussidi ambientali dannosi.

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Attuare il programma non sarà semplice, perché mettere mano ai sussidi ambientali dannosi, pur rispondendo a una logica di tutela dell’ambiente e della salute, va a toccare benefici e agevolazioni imprescindibili per settori come l’autotrasporto. Di qui la volontà di vederci più chiaro da parte dell’Unione petrolifera. Le associazioni che rappresentano il comparto dell’autotrasporto, che pure non dovrebbe subire rincari, sono in allerta: “Se il taglio delle accise sul gasolio riguarderà anche noi, allora la nostra risposta non potrà essere che un fermo dell’autotrasporto, uno sciopero”, ha spiegato all’Huffington Post Paolo Uggè, presidente di Fai Conftrasporto.

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Chi invece si troverà a dover pagare il gasolio a prezzi di anno in anno sempre maggiori sono gli automobilisti: l’obiettivo è alzare progressivamente l’aliquota relativa del diesel e portarla, nel 2032, sullo stesso livello di quella della benzina. Si partirà dal gap attuale (l’accisa sul gasolio è di 0,617 euro al litro, quella sulla benzina di 0,728 euro al litro) e man mano si andrà avanti fino ad arrivare all’allineamento finale. Un’operazione che impatterà non solo sugli italiani che andranno a fare rifornimento, ma sull’intero settore dell’auto. La linea di Costa, che è stato scelto come ministro dell’Ambiente dai 5 stelle, è stata pienamente condivisa da Beppe Grillo: “L’energia da fossili deve costare molto, non poco – ha ribadito con forza il cofondatore del Movimento -: tutte quelle tasse si possono redistribuire a sostegno delle rinnovabili”. Il piano di Costa prevede infatti un meccanismo a saldo zero e virtuoso per cui il taglio delle agevolazioni dannose sarà compensato con sussidi ambientalmente favorevoli. Un passo decisivo verso la svolta green che il M5s sta cercando di riportare al centro della propria agenda. E che rischia di cancellare le auto diesel dal nostro paese.



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