Il lato oscuro

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] – Ogni campione ha il suo lato oscuro. Perché i piloti sono certo macchine da guerra, veloci, allenati, rapidi nei riflessi, belli e luminosi, ma sono pur sempre umani. E l’essere umano, la storia lo dice, sbaglia. Non c’è pilota della Formula 1, nei tempi in cui la vita di chi sta al volante viene intimamente analizzata in ogni sua parte, che non abbia mostrato talvolta delle debolezze. E Charles Leclerc non rifugge dalla definizione, al netto delle euforie che spesso lo accompagnano, pur considerando la sua giovinezza rispetto a colleghi più esperti.

“Mentre Leclerc si scusava con lucida sincerità; mentre spiegava in piena padronanza la genesi del proprio errore, abbiamo fatto una fatica doppia ripensando all’attimo in cui perdeva misura e trebisonda e andava a sbattere contro l’altra Ferrari, quella di Vettel, al giro uno. Stesso punto in cui Seb aveva sbagliato sette giorni prima. Allora c’era Leclerc davanti, con conseguente fregola agonistica del tedesco. Questa volta le posizioni erano invertite. E nell’ipotesi che le condizioni mentali dei due piloti siano comparabili quando i ruoli sono invertiti, risiede un sospetto di troppo da inserire in un bilancio amarissimo. Abbiamo usato gli esclamativi per celebrare un ragazzo dotato di talento, grazia e intelligenza. Così, vederlo svalvolare all’alba di una gara che doveva dare chilometri e punti, verifiche tecniche e consolazioni, comporta considerare l’esistenza di una parte misteriosa e preoccupante del campione che è. Qualcosa che ha a che fare con una insofferenza distruttiva quando l’ambizione viene frustrata, con un pizzico di cieca presunzione. Sono termini che spesso hanno inchiodato Vettel alle proprie responsabilità. Sì, ma Leclerc è, dovrebbe essere, di altra stoffa. Fortificato e rasserenato da un patto di ferro stretto con la Ferrari che sulla sua forza ha puntato grosso. Per questo, il conto prodotto da Charles in Stiria pare più pesante, inatteso e meno digeribile. Sono cose che possono accadere, che segnalano una gran voglia di fare, a costo di strafare. Soprattutto se parti così indietro quando hai i numeri del vincente. Sì, certo, possiamo cercare attenuanti e un rapido perdono. Domani, magari. Tra un po’. Quando Leclerc riuscirà ad allontanare un timore, un’incertezza che nessuno, dentro e attorno a questa Ferrari, può permettersi“.Giorgio Terruzzi, Corriere della Sera



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