Incentivi, l’incoerenza penalizza il settore auto

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Gli incentivi messi in campo dal governo per l’acquisto di un’auto di quarta fascia, quindi con emissioni di CO2 che vanno da 91 a 100 gr/km, sono terminati. L’esecutivo aveva stanziato 100 milioni di euro di fondi per finanziare questa operazione, ma come si poteva pensare sono bastate poche settimane per far sì che finissero tutti. Non una notizia positiva per il settore auto in generale, visto che queste agevolazioni hanno coinvolto circa 100.000 vendite (un po’ poche se si pensa che le perdite stimate per il 2020 sono di 600.000 esemplari).

Elettriche, superbonus fino a 18.000 euro in base al reddito

Non a caso sono diverse le associazioni automobilistiche che hanno fatto sentire la propria voce a riguardo. Come evidenziato da Il Sole 24 Ore in molti hanno sottolineato la mancanza di coerenza da parte del governo: bisogna avere le idee chiare, e definire se il sistema di incentivi è stato messo in campo per rilanciare il settore auto oppure per accelerare il processo di elettrificazione della mobilità. Perchè se il target era il primo, come effettivamente annunciato, non si può accettare l’idea di non poter spostare le risorse stanziate da un determinato segmento ad un altro. Ecco allora che i milioni di euro di fondi destinati all’acquisto di auto elettriche e ibride plug-in (ancora relativamente poche) che non sono stati utilizzati resteranno lì, e non potranno essere dirottati su altre fasce di veicoli (come la quarta, dove invece i fondi sono già esauriti) per dare quindi nuovo impulso al mercato.

Auto, l’Ecobonus rilancia le vendite

C’è grande confusione anche attorno ai limiti di emissioni di CO2 fissati dall’UE. Che ad oggi è di 95 gr/km, e che quindi riguarda la quarta fascia di vetture che godono di incentivi. E anche in questo caso la mossa del governo è stata tutt’altro che produttiva: aver posto il limite tra la terza e la quarta fascia di incentivi a 90 gr/km ha comportato il fatto che molte vetture che stanno tra 90 e 95 gr/km hanno usufruito delle risorse della quarta fascia (che è andata esaurita) mentre avrebbero potuto usare i fondi destinati alla terza fascia, che ha ricevuto molte meno richieste. Questo rappresenta un problema anche per le case automobilistiche, che hanno investito molto denaro per lo sviluppo di auto con emissioni al di sotto del limite UE e che si trovano ora invendute.



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