Incidenti, tris di gare sotto accusa

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La Formula 1 sta andando avanti a suon di triplette, nemmeno fosse Leo Messi. La terza stagionale ha portato a nove i Gran Premi completati. A fine stagione saranno 17, un numero di impegni che potrebbe coprire un campionato canonico, spalmato nell’arco di nove mesi. Le mensilità disponibili, quest’anno, sono sei. I piloti hanno appena passato il giro di boa e prima di Sochi hanno finalmente qualche giorno di vacanza.

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Il Gran Premio di Russia si correrà il 27 settembre: seguirà il caos del Mugello, in cui gli incidenti l’hanno fatta da padrone. Uno in particolare, quello che ha coinvolto Giovinazzi, Latifi, Magnussen e Sainz sul rettilineo del traguardo dopo il rientro ai box della Safety Car. Alcuni hanno sottolineato che, con il rapido susseguirsi delle gare, sono aumentati gli incidenti, le disattenzioni e le bandiere rosse. Daniel Ricciardo ha ammesso di essere piuttosto provato dopo la gara del Mugello: “Mi piace fare tre gare di fila, ma sono realmente affaticato e credo lo siano tutti. Questo è il nostro limite, è giusto prendersi qualche giorno di riposo, voglio recuperare un po’ di sonno“, ha detto il pilota Renault.

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“Tutti sono al limite, ma non perché c’è un tris di gare dopo l’altro“, ha aggiunto Sebastian Vettel. Gli ha fatto eco l’ex pilota Marc Surer: “Non credo che i piloti siano sovraccarichi. Sono più stanchi per le ore di briefing prima e dopo le gare. Quando si siedono in macchina sentono solo l’adrenalina“.



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