Indy 500, Andretti e Honda svettano nel Fast Friday

Formula 1 Sport

Un venerdì così veloce non si vedeva da tempo, a Indianapolis. La maggior potenza concessa alle Dallara, fino a 75 cavalli in più, ha portato ben 23 piloti a superare le 230 miglia orarie. Con Marco Andretti in cima alla classifica con un tempo di 38.545 secondi a 233.491 miglia all’ora, che tradotto fanno oltre 375 chilometri orari. Non è molto lontano dal record di Arie Luyendyk (anno 1996, velocità 239.260 miglia orarie).

In questo festival della velocità Honda ha occupato quasi militarmente la top 10, in particolare con le vetture dell’Andretti Autosport. Sembrano essere loro i favoriti per la pole position, anche se Ganassi non è stato a guardare visto che Scott Dixon si è piazzato terzo nella classifica quotidiana. In mezzo c’è l’intruso: Conor Daly, il migliore (per distacco) tra i motorizzati Chevrolet. Marco Andretti sicuramente avrà un boost, oltre che nell’auto, anche nel morale: sarebbe bello poterlo rivedere in vetta entro la fine della stagione e la 500 Miglia è una buona occasione: “Siamo messi bene anche nella velocità senza l’effetto scia. Anche se non sono totalmente soddisfatto dei miei giri finali, perché penso ci sia margine, dobbiamo solo assicurarci di essere in questo tipo di forma nella qualifica. Penso che la mia numero 98 sia sufficientemente veloce per entrare nei Fast Nine“, ha detto il pilota americano, che è stato sorteggiato come 28° a scendere in pista nelle qualifiche dopo il sorteggio avvenuto venerdì sera. Sarà Graham Rahal del Rahal Letterman a effettuare il primo tentativo.
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Anche Fernando Alonso può sorridere, pur non avendo registrato tempi significativi: la sua Arrow McLaren SP Chevrolet è tornata in pista, e il campione di F1 ha potuto tornare a lavorare sulla confidenza e sul ritmo. Per lui sarà dura entrare nei migliori nove, visto che tutta la ciurma guidata da Schmidt ha faticato ad avvicinarsi ai migliori. Lo spagnolo ha dichiarato: “Oggi è stata una buona giornata, il team ha fatto un gran lavoro nella notte per riparare la macchina. Abbiamo massimizzato il tempo a nostra disposizione, i molti dati raccolti ci aiuteranno“.
Più critico Will Power, che pur avendo guardato il bicchiere mezzo pieno a fine sessione, a metà era stato piuttosto telegrafico: “Non siamo abbastanza veloci“, riferendosi al suo motore Chevrolet. Pure Ed Carpenter, nella doppia veste di pilota e team owner, ha spiegato come sia stata complicata la giornata dei motorizzati Chevrolet, pur complimentandosi con il suo ottimo Rinus VeeKay.
Risultati Fast Friday



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