La storia della Singoletta

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Quattro ruote, un vetro verticale, un manubrio stile monopattino. La Domenica del Corriere si immaginava così il futuro negli anni ’60, con un mezzo compatto, poco inquinante, elettrico e anche un po’ alienante. Si chiamava ‘Singoletta‘, nacque il 16 dicembre 1962 dall’estro di Walter Molino, illustratore dallo stile inconfondibile, e dall’ingegno di Franco Bandini, corrispondente e scrittore che ne descrisse le peculiarità.

L’immagine di persone dentro ‘una campana di vetro’, nell’intento di spostarsi, ha dato il via a una classica ‘fake news‘ del terzo millennio: recentemente, in tempi di lockdown da Covid-19, molti hanno rilanciato quell’idea futuristica come una previsione dell’anno 2022. Nulla di tutto questo: sulla Domenica del Corriere non vi erano riferimenti esatti sul futuro, e all’epoca sarebbe stato impossibile prevedere una pandemia con conseguenze così marcate sul distanziamento sociale.

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Il mezzo appariva relativamente semplice: guida in posizione eretta come un moderno monopattino, finestrino laterale, piccola portiera per l’ingresso. Una cupola in vetro per proteggere dalla pioggia. Secondo le ricerche effettuate da Edoardo Poeta, autore del libro “Il futuro è sempre esistito”, la Singoletta era spinta da un motore elettrico azionato da accumulatori (o da un 125, per gli amanti del motore a combustione) e aveva ruote da 30 centimetri di diametro. Costo previsto: centomila lire.
Bandini scrisse sulla celebre rivista che è diventata leggendaria: “Se le stesse cinquanta persone viaggiassero su piccole vetturette speciali, la strada apparirebbe sgombra o quasi. In altri termini una vetturetta ben studiata consentirebbe un traffico dieci volte maggiore“. L’idea si basò infatti su un fatto curioso di cronaca: tal George A. Compton, immobilizzato da un ingorgo stradale negli Stati Uniti, aveva all’epoca perso il senno salendo sul tetto della sua auto e cominciando a inveire. Il traffico c’è ancora, e non l’ha eliminato né il monopattino né, nostro malgrado, il coronavirus. Chissà, si potrebbe ripartire dalla Singoletta.



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