Le due anime della Red Bull

Formula 1 Sport

Max Verstappen ha la testa del vincente. Che è diversa da quella del sognatore. La prima non contempla la sconfitta, la seconda la rifiuta. Il primo sa di cosa ha bisogno per vincere e proprio per questo si accorge all’istante di aver perso. Il secondo rischia di combattere una guerra persa in partenza sperando di abbattere i carri armati con le frecce. C’è la solita ricerca della vittoria, ma bisogna riconoscere anche quando fermarsi. E in Red Bull, attualmente, sono presenti entrambe le anime.

Il consigliere Helmut Marko, infatti, crede ancora di poter proiettare Verstappen nella leggenda della Formula 1: “Non abbiamo ancora rinunciato al nostro grande obiettivo. Vogliamo ancora renderlo il più giovane campione del mondo di tutti i tempi“, aveva detto prima del Gran Premio di Spagna. Una gara chiusa al secondo posto dal talento di Happelt: il primo, manco a dirlo, Lewis Hamilton sull’inarrivabile Mercedes. Marko, evidentemente ringalluzzito dalla vittoria di Silverstone e dal divieto del party mode che si profila realtà da Spa in poi, è l’anima sognante nei box di Milton Keynes.

Verstappen: “Non sono qui per arrivare secondo”

Quella razionale sembra proprio essere Max Verstappen, a dispetto del fatto che tra i due ci siano ben 54 anni di differenza: “Per me vedremo il dominio di Hamilton anche a Spa. Una forza come quella della Mercedes non potrà essere ribaltata improvvisamente in una settimana“, ha detto alla tv olandese Ziggo Sport. “Ho vinto a Silverstone ma questo non vuol dire che sia automaticamente in lotta per il Mondiale. Non mi aspetto di vincere a Spa, ma speriamo di riuscire almeno a guadagnare qualche punto sui rivali“.



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