Le spider non vanno più di moda

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] Le decappottabili non vanno più di moda. La sensazione del vento tra i capelli, la libertà e il fascino di cabriolet e spider non attraggono più la clientela come una volta. I crossover infatti hanno acquistato anche lo spazio che un tempo era di questa tipologia di auto. Questa tipologia di veicoli è sempre stato un genere di nicchia ma negli ultimi anni la quota mercato si è erosa ancora di più. In alcuni casi poi, sono spuntati tentativi delle case automobilistiche di far convivere i due generi, vedi Land Rover e Volkswagen più di recente con la T-Roc.

Mercato giugno: salgono le ibride, bene Puma e Panda

Guidare con il vento tra i capelli va sempre meno di moda. Che si tratti di cabriolet, spider, barchetta, roadster o targa, che abbia 2 o 4 posti, poco importa. I numeri non mentono, gli anni in cui avere un’auto «decappottabile» era un sogno per tanti sono sempre più lontani. Nel 2004 gli automobilisti europei hanno acquistato 476.000 vetture a cielo aperto. Nel 2019 il totale è crollato a 163.300 unità e il 2020 non andrà certo meglio causa pandemia. Anche le proiezioni a medio termine sono a ribasso: «Meno di 114.000 auto scoperte nel 2025» spiega Ian Fletcher, analista di IHS Markit. «Ovviamente cabrio e spieder sono sempre state un genere di nicchia a causa della loro ridotta praticità. Anche le idee più romantiche si scontrano con una realtà fatta di troppo caldo o troppo freddo, vento oppure puzza di gas di scarico». Scomodità, insomma, che solo i puristi sono disposti ad accettare.  Il problema è che sono ogni anno di meno da tre lustri a questa parte. Forse è un problema più ampio, considerata anche la scomparsa delle coupé popolari, delle compatte a 3 porte, delle piccole «pepate», in altre parole di tutti quei modelli la «guida» alta dei Suv, che ormai sembra diventata una caratteristica imprescindibile. Da questa estinzione si salvano le sportive di alta gamma e le supercar, che di quotidiano e pratico non hanno nulla e dunque sono ancora richieste anche senza il tetto di metallo.  E pensare che solo dieci anni fa la situazione era assai diversa. È iniziato tutto con la Mercedes SLK (1996) e la Peugeot 206 CC (2001) che grazie ai loro tetti rigidi ripiegabili, aumentavano a dismisura comfort e praticità, permettendo di usare una cabrio tutto l’anno senza limitazioni. Da lì in poi è nata una moda e praticamente ogni costruttore aveva a listino una coupé-cabriolet, molte derivate da modelli del segmento C, con risultati estetici talvolta di dubbio gusto. […]Alessandro Vai, La Stampa



Go to Source

Commenti l'articolo