L’ex-futuro campione del mondo

Formula 1 Sport

Mercedes dopo sessant’anni aveva pianificato il ritorno con l’ambizioso obiettivo di aggiungere altri titoli ai sette di Michael Schumacher. Orgoglio e volontà tutta teutonica di chiudere la carriera del pilota più vittorioso nella storia della Formula 1, scrivendo un nuovo capitolo di dominio assoluto delle vetture tedesche come negli anni ’50. Invece il ‘Cannibale’ abbandonò l’impresa. Abituato ad alimentarsi con scorpacciate di test in pista, non digeriva le monoposto della generazione ibrida partorite dal simulatore. Per cui il piano di invasione Mercedes dei campionati mondiali è proseguito con Lewis Hamilton. Target invariati: successi a ripetizione per battere i record di Schumy e così scrivere la pagina più importante della Formula 1. Chi poteva avere le stesse pretese erano Fernando Alonso con la Ferrari – a quota due titoli marchiati Renault-Briatore – e Sebastian Vettel – con quattro made in Red Bull – pronto al contrattacco da Maranello. Purtroppo le armi Ferrari non funzionano dal 2008. Alonso ormai è fuori da giochi, ignorato per un ritorno anche a titolo gratuito da Maurizio Arrivabene quando Seb arrancava spaesato. Hamilton resta sul pezzo vicinissimo all’obiettivo. Vettel,  smanioso di rivincita e fermo al palo dal 2013, in una notte di maggio ha annunciato il divorzio dalla rossa Lucilla, senza dirlo alla diretta interessata, colpevole di flirtare con due ragazzi, il buon partito Daniel e Carlito, figlio d’arte. Il primo stoppato da una telefonata quando era già sulla porta, il secondo alla fine è stato il prescelto gradito da tutta la famiglia dell’amico Charles. Pare che Mattia Binotto avesse richiamato l’ex-futuro campione del mondo facendogli notare il rendimento matrimoniale in costante discesa da cinque anni, preludio al mancato rinnovo. Il resto è storia recente. Vettel sta parlando con il mondo e ad ascoltarlo sono gli amici degli amici che con un piede governano a vario titolo Mercedes, Racing Point, Aston Martin, Williams e con l’altro amministrano tesserini di piloti. Un mostruoso colpo di teatro sarebbe appiedare Valtteri Bottas per concedere a Vettel la scalata tutta tedesca al successo di ‘quota 7’, rivitalizzando una stagione mortificata dalla pandemia. In Formula 1 da sempre governano il marketing e i quattrini, molto meno i contratti. Boccone amaro da digerire a Maranello, un contraccolpo veramente duro. Se non succederà in luglio a Zeltweg con la ripartenza del campionato, il riscatto per Seb – difficile vederlo nel 2020 in rosso – potrebbe attuarsi il prossimo anno. Con buona pace di Hamilton, costretto ad inghiottire l’ingiusto, per lui, claim del potere-volere Mercedes ‘The best or nothing’.

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