Logistica, semplificare per spingere l’export

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[Rassegna stampa] I controlli e la burocrazia rallentano la logistica. Questo è quanto emerso dall’incontro tra il ministro dei Trasporti Paola De Micheli e il presidente di Confetra, Confederazione Trasporti e Logistica, Guido Nicolini riguardo il rilancio in Europa della Rlm, la Regione Logistica Milanese.

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La competitività in Europa della Regione logistica milanese (Rlm) e il rilancio del cargo aereo sono stati al centro del confronto, ieri, tra Confetra (Confederazione dei trasporti e della logistica) e la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli. Il presidente della Confederazione, Guido Nicolini e la presidente della territoriale di Milano Alsea, Betty Schiavoni, hanno illustrato alla ministra il Rapporto sulla competitività in Europa della Rlm recentemente pubblicato. Da esso emerge che uno dei principali ritardi tra questa e le altre capitali europee della logistica (Baviera, Catalogna, West Nederland, Ile de France) è riscontrabile nel fattore tempo dei controlli. «Nonostante i significativi passi avanti fatti dall’Agenzia delle Dogane – dice Nicolini – vi sono ancora dinamiche di sistema che andrebbero strutturalmente riviste. Anche perché l’intero processo dei controlli sulla merce coinvolge più amministrazioni e più uffici, spesso non coordinati tra loro». Per effettuare un’operazione di import/export, denuncia Alsea, gli operatori debbono presentare, oltre alla dichiarazione doganale, fino a 68 istanze ad altre 18 amministrazioni, trasmettendo a ognuna informazioni e dati spesso identici o simili nella sostanza per ottenere le autorizzazioni, i permessi, le licenze e i nulla osta necessari. In assenza di un efficace coordinamento tra le amministrazioni coinvolte nel processo di sdoganamento, costi e tempi della frammentazione ricadono sulle imprese. Incalza Betty Schiavoni: «Occorre puntare di più sulla compliance delle imprese, premiando quelle virtuose ed affidabili che, sia in import che in export, garantiscono elevati livelli di sicurezza. E occorrerebbe superare il riscontro delle merci della Guardia di Finanza, trattandosi di una duplicazione dei controlli eseguiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Solo questa operazione in alcuni casi consentirebbe di risparmiare diverse ore nel processo di sdoganamento». Problemi che gli operatori avevano già segnalato durante la pandemia allorquando, ad esempio, il personale degli Uffici di Sanità marittima e frontaliera (Usmaf, ministero della Salute) erano stati comandati alle verifiche anti Covid su passeggeri ed equipaggi, sguarnendo i presidi sul transito merci. Prosegue Nicolini: «Stiamo lavorando molto e bene con il direttore Marcello Minenna, ma pesa l’assenza di un coordinamento unitario vero e vincolante su tutto il processo di controllo e tra tutti gli uffici afferenti a diversi ministeri. Abbiamo quindi ribadito alla ministra la necessità di dare attuazione allo Sportello Unico Doganale e dei Controlli (Sudoco), istituito per legge dal 2016, che pone proprio il coordinamento di tutti i procedimenti di verifica di tutte le amministrazioni coinvolte in capo a Dogane. Il fattore tempo, per l’e-commerce ma per qualsiasi dinamica oggi legata agli scambi del commercio internazionale, è quello più decisivo. […]Marco Morino, Il Sole 24 Ore



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