L’uomo che cadde sulla Terra

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Dal romanzo di fantascienza “L’uomo che cadde sulla Terra” scritto da Walter Tevis nel 1963, fu tratto il film omonimo nel 1976. Il lavoro cinematografico, girato da Nicolas Roeg, vedeva il leggendario David Bowie ricoprire con successo il ruolo di protagonista Thomas Jerome Newton. Il romanzo “L’uomo che cadde sulla Terra” è la storia in un futuro prossimo – individuato nel 1985 – di un viaggiatore solitario extraterrestre – appunto Thomas Jerome Newton – che giunge in incognito sulla Terra, cercando un modo per trasportarvi la gente del suo pianeta morente Anthea, devastato da una serie di guerre atomiche. Il film racconta la solitudine, i timori e le sconfitte della civiltà di allora, e come molte opere visionarie, porta a validità attuale diverse tesi che secondo lo scorrere del tempo si sarebbero dovute esaurire con il progresso.

Trama
Un extraterrestre con una fisionomia simile a quella degli esseri umani esce da un oggetto caduto dal cielo vicino a un laghetto isolato nella cittadina Haneyville, nel Kentucky. Proviene dal pianeta Anthea. Raggiunge il banco dei pegni per vendere un anello d’oro, esibendo un passaporto inglese che riporta il nome Thomas Jerome Newton. Ha con sé una gran quantità di anelli d’oro da rivendere in posti diversi. Con i soldi ricavati si presenta a New York, dall’avvocato Oliver Farnsworth, specializzato in brevetti, al quale consegna la documentazione relativa a nove scoperte scientifiche rivoluzionarie nel campo dell’elettronica e della chimica –  la raffinazione del petrolio, la televisione tridimensionale, pellicole fotografiche riutilizzabili – proponendogli di lavorare per una società di nuova costituzione per sfruttare la commercializzazione dei prodotti, di cui Farnsworth accetterà la vicepresidenza, dalla quale Newton si aspetta di ricavare mezzo miliardo di dollari nell’arco di tre anni.
Le innovazioni introdotte dalla sua World Enterprises Corporation provocano un terremoto sul mercato tecnologico. Nathan Bryce, professore di chimica all’università statale di Pendley, Iowa, rimane molto colpito da una serie di prodotti riconducibili alla multinazionale, brevetti così innovativi che nella sua immaginazione potrebbero essere di origine extraterrestre. Durante un colloquio con il suo responsabile di dipartimento, il professor Canutti, Bryce chiede di poter svolgere ricerche sui materiali, ma la risposta è negativa. E così Bryce fa domanda di lavoro alla World Enterprises. Circa un anno dopo la fondazione della World Enterprises, Newton comunica a Farnsworth che intende varare una nuova divisione aerospaziale, per la quale ha bisogno di liquidità e quindi intende vendere i brevetti fotografici.
A Louisville nel Kentucky, non molto distante dal luogo in cui era atterrato, vuole intraprendere una grossa speculazione immobiliare: l’impresa astronautica avrà sede qui. Ma Newton rimane vittima di un brutto incidente. Sulla Terra, la sua struttura fisica deve sopportare una gravità 3 volte maggiore quella di Anthea, e durante una rapida salita in ascensore l’accelerazione gli provoca la frattura di una gamba. Viene soccorso da una donna che si stupisce del suo peso quasi irrilevante. Newton la prega di non chiamare un medico. Lei si chiama Betty Jo, ha problemi di alcolismo e vive con i sussidi dell’assistenza pubblica; porta Newton a casa sua, dove lui rimane per tutto il periodo della degenza, al termine del quale propone a Betty Jo di trasferirsi come governante nella casa che si è fatto ristrutturare accanto al sito dove costruisce un’astronave. In seguito a questa convivenza Newton comincia a bere, forse per affrontare le difficoltà quasi insormontabili della sua missione.
Le continue richieste di Nathan Bryce nel frattempo provocano un interesse della World Enterprises nei suoi confronti; lascia l’insegnamento universitario e viene assunto dalla multinazionale. Con sua stessa sorpresa, quando arriva nel Kentucky viene immediatamente presentato all’elusivo Newton, che gli prospetta una ricerca applicata sulla sicurezza del propellente per un’astronave. Dovrà coordinare una squadra di ricercatori e abiterà in una casa a poca distanza dalla residenza di Newton. Il fatto di conoscere personalmente il numero uno della World Enterprises non cancella la curiosità di Bryce e i suoi dubbi riguardo la sua natura umana. Bryce trova ulteriori riscontri sui suoi sospetti, come l’impiego di improbabili logaritmi a base 12 nei calcoli di Newton. Un giorno orchestra una “trappola” in casa propria e riesce a scattare una radiografia a Newton, dalla quale risulta una fisiologia molto diversa da quella umana. Non sa però che l’extraterrestre è in grado di vedere a occhio nudo i raggi X, quindi accorgendosi dell’accaduto. La conferma ai sospetti di Nathan Bryce non gli impedisce di continuare a lavorare per l’impresa spaziale. Conosce anche Betty Jo, e nonostante il suo rapporto ambiguo con Newton, fra i due scatta una simpatia: hanno la stessa età, entrambi sono vedovi e soffrono di solitudine.
Intorno a natale 1988, Newton porta con sé Bryce a un congresso scientifico a Chicago, ha bisogno di reclutare altri esperti di chimica per il progetto spaziale. Incontrano il professor Canutti e da una conversazione con lui emergono gli antichi sospetti di Bryce sull’origine aliena del proprio datore di lavoro. In una stanza d’albergo ha finalmente luogo il confronto: Newton confessa di venire da un altro pianeta del sistema solare, devastato da una serie di guerre nucleari. Gli antheani hanno un quoziente di intelligenza doppio rispetto a un terrestre di cultura superiore e padroneggiano una tecnologia enormemente più avanzata; per anni Newton ha studiato la lingua, gli usi e i costumi degli Stati Uniti attraverso la televisione. L’obiettivo della sua missione è salvare il suo popolo dall’estinzione e gli esseri umani da un destino analogo, costruendo un’astronave traghetto in grado di portare sul nostro pianeta gli ultimi 300 antheani sopravvissuti, che potranno infiltrare i governi e le élite di tutti paesi in modo allontanando la civiltà da una guerra devastante. “Ma perché costruire la nave sulla Terra? Certamente avrete astronavi sul vostro mondo”, considerato che in qualche modo Newton sulla terra ci è arrivato.
“Ci sono arrivato a bordo di una navicella monoposto, con il problema del carburante che bastava per mandare una persona sola per il solo viaggio di andata”, rispose Newton. Bryce si rende conto che potrebbe strangolarlo facilmente, data la debolezza fisica di Newton, e scongiurare così l’invasione, ma non lo fa. D’altronde l’extraterrestre gli confida di nutrire dubbi sulla propria determinazione a portare avanti la missione: “A volte ci fate l’effetto di scimmie sguinzagliate nei musei e armate di coltelli per squarciare i quadri e di martelli per abbattere le statue”. Per un po’ Bryce non parlò e poi disse: “Ma sono stati gli esseri umani a dipingere i quadri e scolpire le statue”. “Solo qualcuno degli esseri umani”, disse Newton. Tornati in Kentucky, i due trovano ad attenderli agenti della CIA che arrestano Newton per immigrazione illegale. Il suo segretario Brinnarde è da sempre un infiltrato del controspionaggio. Bryce e Betty Jo vengono a loro volta fermati e interrogati. Newton è stato tradito da intercettazioni ambientali nella camera d’albergo di Chicago.
L’alieno viene trattenuto per alcune settimane e sottoposto a dolorose indagini scientifiche, dal momento che sul suo metabolismo non hanno effetto gli anestetici. Con la Cia sostiene di essere un mutante e di avere 70 anni, anche se non li dimostra. Alla fine viene rilasciato perché la vicinanza delle elezioni fa sì che il Presidente degli Stati Uniti non voglia grane con l’opposizione; ma ormai la sua missione è naufragata, come si affretta a far sapere con parole in codice al suo pianeta concedendo una breve intervista alla televisione. Inoltre un maldestro esame medico lo rende quasi completamente cieco. Sono passati due anni. Betty Jo e Nathan vivono insieme. Un giorno del 1990 lo scienziato ascolta in un negozio di musica la registrazione audio di “poesie extraterrestri” e riconosce l’inconfondibile voce di Thomas Jerome Newton. Con qualche ricerca riesce a arrivare fino a lui, e lo raggiunge in un bar del Greenwich Village di New York, dove l’extraterrestre ormai consola la propria disperazione nell’alcol: “L’astronave è inutile. Doveva essere finita entro una certa data, e adesso non c’è più tempo. […] E gli Stati Uniti non mi permetterebbero mai di finirla. E anche se la finissi non mi permetterebbero di lanciarla. E se anche la lanciassi arresterebbero gli antheani che l’astronave porterebbe qui e probabilmente accecherebbero pure loro”.
Newton confessa di non nutrire rancore verso gli esseri umani, e firma per Bryce un assegno di un milione di dollari, dal momento che è talmente ricco da non sapere che fare dei soldi. Le poesie incise sono una lettera per sua moglie e un messaggio per i superiori che l’hanno inviato in missione, con la speranza che un giorno possano essere captate alla radio su Anthea. Il progresso e la speranza spesso si scontrano con le barriere umane, costruite per i motivi più assurdi: dalle differenze linguistiche alla religione, dalla differenza economica a quella politica, passando per i vari movimenti discriminatori: di genere, di razza, di ideologia.



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