Mancini: “Balotelli non è la carta della disperazione”

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”Se ci sono giocatori che possono darci una mano siamo felici, le porte della Nazionale sono sempre aperte a tutti”. Anche a Mario Balotelli tornato dopo tre anni, ultima apparizione il 7 settembre 2018 a Bologna con la Polonia. Roberto Mancini l’ha chiamato per uno stage di tre giorni a Coverciano, unico raduno azzurro prima degli spareggi mondiali a marzo, il 24 a Palermo con la Macedonia e, in caso di successo, cinque giorni dopo in trasferta contro la vincente fra Portogallo e Turchia. Servirà l’Italia migliore, forte del titolo europeo, pronta, per evitare la seconda esclusione di fila. Per questo il ct vuole valutare tutto e tutti. Compreso Balotelli. ”Ma non consideratelo la carta della disperazione, se la disperazione è come quella prima dell’Europeo va bene, probabilmente quando siamo disperati riusciamo a dare diamo il meglio ma non credo che adesso sia una situazione di questo genere” ha sorriso Mancini durante la conferenza in diretta streaming. ”Cosa può dare Mario a questa Nazionale? A livello tecnico è sempre stato bravo, bisogna vedere come sta fisicamente. Lo abbiamo perso un po’ di vista, vederlo dal vivo può essere molto utile per capire le sue condizioni. Poi sarà importante anche integrarsi in un gruppo già costruito. Promesse? Mario non mi deve promettere nulla come io non devo promettere nulla a lui, penso sia felice di essere qui”. Il 31enne attaccante, che si è rilanciato in Turchia con Montella nell’Adana Demirspor (8 gol in campionato e uno in coppa), ha preso parte oggi al primo dei due allenamenti di questo stage che terminerà venerdì con una partitella. Il modulo di base resta il 4-3-3 ma Mancini sta valutando anche differenti situazioni tattiche: la difesa a tre, il doppio centravanti, Zaniolo mezz’ala d’attacco, Scamacca titolare a marzo: ”Sta segnando e facendo bene, ci abbiamo sempre creduto, dipende da lui” ha detto tenendosi comunque sempre stretti Immobile, Berardi, Insigne. ”Preoccupato che Lorenzo andrà in Canada? Le gare saranno a marzo dunque non vedo problemi, così come per quelle di giugno, lui sarà ancora qui. Spero di avere tutti gli attaccanti a disposizione per gli spareggi, a novembre tanti erano infortunati. Avremmo fatto anche noi a meno di giocare la gara con la Macedonia, la pressione ci sarà ma se sana ci farà bene”. Prima di allora Mancini avrà solo questi giorni di lavoro, per questo non disdegnerebbe di veder posticipato il turno di campionato precedente gli spareggi. ”Ci fossero 3-4 giorni in più sarebbe meglio altrimenti i giocatori arriverebbero sempre fra domenica e lunedì e poi giocheremmo il giovedì. Questo stage è giusto, dobbiamo valutare tante situazioni e anche chi non veniva chiamato da tempo come Balotelli e altri. Ringrazio i club che pur non essendo data Fifa ci hanno permesso di avere qui i loro giocatori”. Fra i quali Joao Pedro e Luiz Felipe, alla prima convocazione. ”Il primo ha esperienza e doti importanti e ci sta che sia qui con noi, il secondo può avere un grande futuro in Nazionale”.

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