Maserati MC20, il Tridente torna nel mondo delle corse

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] La nuova Maserati MC20 è sulla bocca di tutti. Le specifiche della nuova supersportiva realizzata dalla casa automobilistica del Tridente fanno gola a tutti: il nuovo motore Nettuno è n grado di erogare 630 CV di potenza e 730 Nm di coppia. Nel 2021 Maserati assemblerà solamente 300 esemplari di questo gioiello, destinato a far tonare il marchio nel mondo delle corse.

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Due posti secchi, motore centrale, tanta potenza e peso contenuto. Una ricetta che in Emilia è comune come i tortellini e il lambrusco, ma che di solito viene interpretata assiduamente a Maranello e Sant’Agata Bolognese. Stavolta, invece, no, perché gli chef che l’hanno creata sono tutti modenesi. La nuova MC20 è la prima Maserati a sfruttare questa configurazione dai tempi della Bora e della Merak degli anni Settanta (la MC12 parente stretta della Ferrari Enzo non era un’auto di serie), riportando il Tridente nel mercato delle supercar, anche a livello di prezzo, visto che si parte da 216.000 euro. Un’auto esclusiva – nel 2021 ne verranno prodotte solo 300 – che proietta il marchio modenese nel gotha del lusso e dello sport, là dove Fca intende collocarlo. Un’auto che è stata progettata partendo da un foglio bianco, riprendendo solo l’idea fondante del progetto 4C e sostituendola nello storico impianto di Viale Ciro Menotti, completamente ristrutturato per l’occasione. Ben 630 CV e 730 Nm per 3 litri di cilindrata, scaricati sulle sole ruote posteriori attraverso un cambio a doppia frizione a 8 rapporti. Tutta questa velocità non pregiudica il comfort, perché questa è una Maserati e l’anima da gran turismo è sacra. Quindi, la monoscocca in fibra di carbonio è stata definita con un’ergonomia adatta al 95% delle corporature. Il progetto porta anche la firma della Dallara (altra eccellenza emiliana) che ha messo a disposizione la sua esperienza nella parte telaistica e in quella aerodinamica. Di acciaio non c’è traccia, oltre al composito, nella MC20 c’è solo alluminio e magnesio, partendo da quello impiegato nei telai ausiliari che sorreggono le sospensioni e il motore. […]
Alessandro Vai, La Stampa



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