Mazda, dal sughero al Wankel: il centenario è solo l’inizio

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Resilienza e volontà costante di innovazione. Mazda festeggia 100 anni di storia, un traguardo che è soltanto l’ennesimo passo all’interno del mondo dell’auto. Un lungo percorso iniziato dapprima su tre e poi su quattro ruote, per chi aveva addirittura cominciato il suo business in un settore che con i motori non c’entrava nulla: era il 30 gennaio 1920 infatti quando alle porte di Hiroshima nasceva la Toyo Cork Kogyo Co. Ltd, una piccola azienda specializzata nella produzione di sughero. La vocazione cambiò presto, sulla spinta del presidente Jojiro Matsuda che già dall’anno successivo ne aveva assunto il controllo trasformandola in un’azienda di macchine utensili.

La collezione Mazda MX-5 più grande del mondo

E così nel 1931 arriva la svolta, con la nascita di Mazda GB-Dreidad, un mini-truck a tre ruote che proietta il costruttore giapponese su strada. L’atomica non ferma la spinta del marchio nipponico anche se per avere la prima vettura in serie bisogna aspettare il 1960, quando debutta Mazda R360: piccola e dalle forme arrotondate, si consacra subito come “keicar” per eccellenza grazie ad un design semplice che fa breccia nel cuore del pubblico. Passano appena 7 anni e Mazda compie un altro importante passo, portando sulla Cosmo Sport il motore Wankel. Mai scelta fu più azzeccata, con il rotativo che segna l’ascesa della casa giapponese: l’innovativo propulsore, leggero e dall’elevato rapporto peso/potenza, si lega al marchio e diviene per certi versi un simbolo, tanto da essere continuamente aggiornato e riproposto su alcuni dei modelli più iconici della firma di Hiroshima, dalla Luce R130 (frutto dell’accordo con Bertone e disegnata da Giorgetto Giugiaro, come testimonia l’inconfondibile design) fino alla prima generazione della RX-7.

MX-30, ecco com’è la prima Mazda 100% elettrica

La storia di successi continua e nel 1989 vive un altro fondamentale capitolo: al Salone dell’Auto di Chicago debutta una roadster dalle forme semplici e accattivanti, con i suoi fari a scomparsa e un look aggressivo, è la MX-5. Un modello che riscontra un successo forse inaspettato per Mazda e che conferma ancora una volta la capacità di guardare lontano della casa giapponese. Quattro generazioni che nell’arco di trent’anni hanno cambiato la storia delle roadster.

Mazda, 60 anni di tradizione familiare

Un percorso lungo cent’anni, che nel 1991 lascia un segno indelebile anche nel mondo del motorsport, grazie all’acuto della Mazda 787B che taglia per prima il traguardo di Le Mans aggiudicandosi sul Circuit de la Sarthe uno storico successo nell’endurance per eccellenza. Arriviamo infine al 2019, quando la casa di Hiroshima compie l’ennesimo passo della sua lunga storia, presentando la MX-30, il primo modello elettrico che grazie al linguaggio Kodo ridefinisce l’auto a batteria nel pieno rispetto dell’ambiente. E’ da qui che Mazda entra nel suo nuovo secolo, con il ritorno annunciato del Wankel anche sul suo crossover elettrico, nel ruolo di range extender.

Una lunga e appassionante storia quella di Mazda, che abbiamo avuto modo di ripercorrere in prima persona nell’ambito delle celebrazioni che il marchio giapponese ha organizzato anche in Europa, mettendo a disposizione alcune delle vetture Heritage. E così alle porte di Augsburg abbiamo avuto modo salire a bordo ad esempio di una Mazda 929 Coupé del 1974, spinta da un poderoso 1.8 quattro cilindri abbinato al cambio manuale a 4 marce. Una giapponese da poliziesco, con la sua livrea dorata e il suo stile minimale, ti mette alla prova con un salto indietro nel tempo, quando guidare era un fatto anche di muscoli, quelli che servono per impostare al meglio le curve delle tortuose stradine bavaresi su cui abbiamo avuto modo di apprezzarla a pieno. 160 km/h la velocità massima e una capacità di scattare da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi, numeri di tutto rispetto per un’auto che da ferma sembra sorniona ma che invece sa divertire.

Meno divertente ma sicuramente interessante è stato l’approccio con la 323: il suo verde non passava inosservato nemmeno tra le colline tedesche. Saliti a bordo è stato come essere proiettati in un’altra era, fatta di semplicità e concretezza. Infine la MX-5 NB, la seconda generazione dell’iconica roadster: in questo caso il modello che abbiamo potuto guidare era del 1999, messo a punto per il decimo anniversario della due posti giapponese.

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Un viaggio nella storia della casa di Hiroshima culminato con la visita al Mazda Classic – Automobil Museum Frey, un gioiello nel cuore di Augsburg che racchiude una collezione di 120 modelli che Walter Frey insieme ai figli Markus e Joachim alimenta di anno in anno. La famiglia Frey, che nel 1978 fu tra i primi ad inaugurare una concessionaria del marchio in Germania, è stata capace di raccogliere sotto lo stesso tetto alcuni pezzi unici, dalla R360 fino alle MX-5, vetture di serie e da corsa che hanno lasciato un segno nei cent’anni appena trascorsi. Una strada lunga, fatta di innovazione tecnologica e di design che è pronta ad arricchirsi di nuove pagine di successi.



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