McLaren, Brown: “Vendere Woking per uscire dalla crisi”

Formula 1 Sport

McLaren sarà costretta a vendere il quartier generale di Woking, dove nascono i bolidi della Formula 1, per raccogliere il denaro necessario ad appianare i debiti e provare a lasciarsi alle spalle una crisi in cui è impantanata da troppo tempo. Lo ha confermato nelle scorse ore l’amministratore delegato del team McLaren Racing, Zak Brown. In un incontro con la stampa organizzato su Zoom alla vigilia del gran premio della Toscana, il numero uno del team inglese di Formula 1 ha risposto anche ad alcune domande di carattere finanziario sugli investimenti fatti per il Technology Centre di Woking, precisando che “McLaren Racing non è una società immobiliare, bensì una squadra corse e una casa automobilistica”.

McLaren, la sede di Woking è in vendita

Secondo Brown McLaren ha immobilizzato “un sacco di soldi nella sede di Woking, il che non è certo di aiuto in un momento in cui è necessario investire nuove risorse” per dare fiato alla ripresa dell’azienda. Quando a marzo il gruppo McLaren ha nominato presidente esecutivo l’ex capo di Diageo, Paul Walsh, gli azionisti avevano accumulato 300 milioni di sterline di capitale aggiuntivo per supervisionare una ristrutturazione finanziaria. McLaren è stata duramente colpito dalla crisi causata dalla pandemia di Coronavirus, vedendosi costretta a interrompere la produzione e subendo un tracollo delle vendite preoccupante per i conti dell’azienda. Un momento critico in cui, per rimanere a galla, la casa automobilistica inglese ha dovuto chiedere  un prestito di 150 milioni di sterline dalla Banca nazionale del Bahrain.
L’augurio di Brown, adesso, è che il presidente esecutivo Paul dia al più presto “una direzione chiara, prendendo decisioni che possano risanare il bilancio e investendo nei settori giusti per rendere l’azienda più forte da un punto di vista finanziario”. Secondo Brown McLaren, che dopo otto gare è terza nella classifica costruttori della Formula 1, “stava bene finanziariamente a livello di flusso di cassa, ma la pandemia ha ha paralizzato la nostra attività in Formula 1, la produzione automobilistica e, in una certa misura, anche le nostre attività nei settori ricerca e sviluppo. Tutto ciò ha causato delle perdite importanti e in un tempo brevissimo”. I 200 milioni che dovrebbero arrivare dalla vendita del Technology Centre di Woking aiuterebbero a rimettere in sesto i conti, irrobustendo un’azienda che non può permettersi di farsi trovare impreparata nel caso di una seconda ondata della pandemia.



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