Mercedes, l’osservata

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] – Formula caos, Formula rodeo, Formula politica. Con i regolamenti spesso interpretabili e cambiati anche in corsa, la Fia e la F1 non sono celebri per la costanza di rendimento dal punto di vista tecnico. E dopo la scure sui motori Ferrari durante l’inverno, ora l’osservata speciale è la Mercedes, sia direttamente sia attraverso Racing Point il cui progetto 2020 è simile a quello messo in pista da Hamilton e Bottas nel 2019. In tutto questo rimescolamento anche polemico, Toto Wolff aggiunge il pepe mettendosi da solo ‘in riflessione’.

“Da sette anni è la regina, vincente in pista e sui tavoli della politica sportiva. Ma in questi giorni la Mercedes è visibilmente sotto assedio. Ieri a Montmelò Toto Wolff, timoniere di mille regate trionfali, non l’ha nascosto: «Lo capisco, in fondo se vinci sempre, poi dai fastidio». Tira vento contrario, e non è detto che qualche folata non arrechi qualche danno. Il primo fronte riguarda le prese d’aria dei freni che la Racing Point ha copiato dalla W10 del 2019. L’effetto del tecnicismo della sentenza Fia consente alla Racing Point di continuare a usare quella tecnologia, acquisita quando il regolamento in vigore non aveva ancora dichiarato le prese d’aria non cedibili da un team all’altro. Una zona grigia che poi è lo stesso motivo per il quale la Racing Point si aspetta di essere scagionata. Poi c’è il fronte power unit. L’ultima direttiva Fia stabilisce che da Spa non saranno più permesse mappature motore differenti tra qualifica e gara. Immediate le connessioni fatte da tutti col “Bottone magico” o “Party Mode” della Mercedes, che in Q3 e in gara ha in questi anni sfruttato un numero di giri extra per esigenze tattiche. Ieri Wolff ha parato il colpo: «Nello sport è bello provare a fermare i leader. Con una sola mappatura, per la Fia è forse più facile verificare il regolamento. Ma se non potremo usare potenza extra in qualifica, lo faremo in gara». Perché un cambio di regolamento di questa portata a stagione in corso? Per ostacolare un’irregolarità che non si riesce a scovare? Poi c’è il fronte conflitto di interessi. Ieri Wolff, cui è stato ricordato essere azionista Williams, azionista Aston Martin e manager di piloti ha chiarito: «La mia partecipazione in Williams è in chiusura, visto che il team è in vendita. Quello in Aston Martin è solo un investimento, non faccio parte del board, né sono consulente. Manager di piloti? Per la Mercedes scopro talenti come Ferrari e Red Bull fanno con Academy e Junior Team». E il rinnovo di Lewis, intanto, si fa attendere. Solo un caso?”Giusto Ferronato, La Gazzetta dello Sport

Wolff: “Pronti a firmare Patto Concordia”

“Più vivace il paddock rispetto alla pista. La decisione Fia di obbligare i team ad usare un’unica mappatura tra prove e gara, in vigore dal Gp Belgio del 30 agosto, indica da una parte il sospetto che in tanti sguazzino in zone tanto insondabili quanto irregolari e dall’altro l’impossibilità per il controllore di individuare eventuali infrazioni. Hamilton, che ormai protesta ogni tre minuti, parla di un tentativo di danneggiare la Mercedes, team che resterà comunque ampiamente davanti in un panorama semplificato, più trasparente e utile allo spettacolo. Si parla meno di un’altra decisione della Fia a proposito dei carichi aerodinamici da modificare in funzione di una miglior tenuta delle gomme, provvedimento che offre un’altra, diversa e preziosa occasione a chi insegue, visto che si potrà «toccare» qua e là, dunque migliorare ciò che non funziona. Occhio perché c’è un filo che collega la «pulizia» motoristica richiesta alla Ferrari a queste decisioni. Segno che il potere politico del Cavallino è ancora rilevante. Come verrà ribadito, del resto, dal nuovo Patto della Concordia che anche Mercedes, dopo aver alzato la voce, sembra pronta a firmare“.Giorgio Terruzzi, Corriere della Sera



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