Michael Moore: “Nessuna energia è davvero pulita”

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[Rassegna stampa] – Il regista statunitense Michael Moore ha prodotto un film sull’ambiente che è un inno alle polemiche. Per l’uomo che ha girato documentari Bowling for Columbine, Fahrenheit 9/11, Sicko e Capitalism: A Love Story il clima è diventato un terreno di bugie, nel quale l’energia pulita viene dipinta come molto sporca. Con attacchi trasversali anche all’industria automobilistica e alle cosiddette rinnovabili.

“Sapete come si alimenta un’auto elettrica? Con l’energia della rete, che al 95% dipende dal carbone. E l’idrogeno, che pure viene utilizzato come carburante, da cosa si ricava? Dal metano, cioè sempre da una fonte fossile. E il bioetanolo, che passa per essere un’altra alternativa «pulita» alla benzina? Dalle coltivazioni di canna da zucchero, che richiedono però molti fertilizzanti, e altrettanto carbone per la distillazione. Nel documentario Planet of the Humans (da qualche giorno visibile su Youtube) non si salva nessuna fonte di energia verde. Michael Moore gira l’America per mettere alla prova le sue convinzioni, con l’aiuto di scienziati, imprenditori e attivisti di associazioni ecologiste. E così dal deserto della California ai laghi del Michigan, scopriamo che non c’è fonte rinnovabile che non devasti ulteriormente l’ambiente, compromettendo ancora di più il futuro del pianeta. Vallate sfregiate da distese di pannelli solari, montagne terremotate per fare spazio a parchi eolici, intere foreste distrutte dagli impianti a biomasse. Dietro ogni tecnologia alternativa, rispuntano le vecchie fonti fossili. Il silicio delle celle fotovoltaiche? Lo si estrae dalle miniere, e poi va fuso negli altoforni che bruciano carbone. La più grande centrale solare del mondo, a Ivanpah, in California? Per accendersi ogni mattina deve essere alimentata per ore a gas, producendo emissioni altamente inquinanti. Le auto elettriche della Tesla? Sono fatte di alluminio, che richiede otto volte più energia dell’acciaio; litio, metallo la cui estrazione libera sostanze tossiche; e grafite, che è un’altra forma di carbone. Per quasi due ore il documentario va alla ricerca di un’alternativa, restando impigliato nelle contraddizioni del capitalismo. La sentenza definitiva viene affidata a Ozzie Zehner, l’autore di Green Illusion, un controverso pamphlet che già nel 2012 cercava di svelare i retroscena dell’industria del fotovoltaico e dell’auto elettrica, che è coproduttore del film: «Sarebbe meglio bruciare solo combustibili fossili, invece di fare finta» di produrre energia pulita. Il mondo ambientalista americano è insorto, chiedendo la censura del film perché «pericoloso, fuorviante e distruttivo». Il documentario, la cui uscita era programmata per il 50esimo anniversario della Giornata della Terra, è stato comunque visto già più di 5 milioni di volte. John Fox, autore di Gasland (sull’industria del fracking) ha confutato molte delle tesi contenute nel film, a partire dall’affermazione che l’energia solare ed eolica siano inefficienti, inutili, e comunque dipendano da fonti fossili. Queste idee sono «false, antiquate e obsolete», e non tengono conto dei progressi fatti dalla tecnologia. Debole è apparsa la difesa di Moore: «Credevo che le auto elettriche fossero una buona idea, ma non avevo riflettuto sull’energia che le alimenta. Davo per scontato che i pannelli solari fossero eterni, non sapevo cosa contengono», ha detto in un contraddittorio sui social“.Sandro Orlando, Corriere della Sera, 17 maggio 2020

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