Minardi: “La Ferrari deve dimenticare il passato”

Formula 1 Sport

Giancarlo Minardi ha osservato il weekend della F1 a Spa con particolare attenzione verso due scuderie che fanno parte del suo cuore. L’Alpha Tauri e la Ferrari gli hanno dato rispettivamente qualche gioia e una certa malinconia: la ex Minardi, con il motore Honda e un progetto tecnico valido è sempre a ridosso dei punti; mentre la squadra di Maranello è stata colpita da un’involuzione.

«Vedere le macchine della mia ex scuderia che partono davanti alla Ferrari mi regala una sensazione agrodolce. Sono contento per gli amici di Faenza. Coi soldi della proprietà Red Bull lavorano bene. Sono bravi, lo sono sempre stati, al netto delle risorse disponibili», ha detto Minardi al Resto del Carlino. Per la Ferrari, invece, discorso diverso: «Provo una gran malinconia. Certe prestazioni non sono da Cavallino. Da fuori, osservo che non può essere soltanto il motore la causa della crisi. È evidente che telaio ed aerodinamica non compensano la carenza di cavalli. La Red Bull non ha il motore della Mercedes, eppure prova a giocarsela. A Maranello sanno di doversi togliere la mitica camiciola rossa. In una situazione del genere, il passato non conta più. Bisogna ragionare partendo dalla realtà del presente, che è molto dolorosa. Massima umiltà e se serve gente da fuori si va a prenderla. Ma occorre comprendere che risalire sarà molto, molto faticoso».

Leclerc e il team radio delle polemiche

Secondo il fondatore della scuderia di Faenza non è una questione di sostituire Binotto, ma di affiancarlo a un dirigente con forte presenza carismatica: «Di quanta autonomia gode Mattia? Può decidere liberamente, in prima persona? In Ferrari, dal Drake in poi, quasi sempre c’è stato un leader carismatico. Montezemolo lo era, Marchionne lo era. Oggi non so, non mi permetto di giudicare John Elkann, solo ho la sensazione che qualcosa sia venuto meno. Io Binotto lo stimo e poi qui non serve il capro espiatorio. Certo non è bello sentirgli sempre dire che debbono capire cosa non va, è un ritornello che deprime i tifosi».
Il talento alla Ferrari ovviamente non manca, ma molti validi tecnici sono anche andati a lavorare altrove. «Tanta gente brava è stata allontanata da Maranello e oggi lavora in Mercedes. Le risorse umane in Ferrari ci sarebbero. Del resto io mi rifiuto di credere che più di mille persone, quelle che fanno parte del reparto corse, non riescano a progettare una monoposto migliore di quella che stiamo vedendo in questo 2020».



Go to Source

Commenti l'articolo