Mitsubishi, si dimette il presidente esecutivo Masuko

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Cambio alla guida in casa Mitsubishi. Il presidente esecutivo Osamu Masuko ha infatti rassegnato le proprie dimissioni per problemi di salute, affidando il suo incarico all’attuale CEO Takao Kato. Al momento non è stato reso noto il problema che affligge Masuko, che stando a quanto annunciato da Mitsubishi resterà all’interno della casa automobilistica giapponese nella veste di consigliere speciale.

Mitsubishi, l’addio all’Europa non coinvolge l’Italia

Era il 2007 quando Masuko, che oggi ha 71 anni, venne nominato presidente esecutivo di Mitsubishi, proprio tre anni dopo il suo ingresso in società. Fu proprio lui a guidare Mitsubishi quando nel 2016 uno scandalo investì il marchio nipponico: secondo l’accusa Mitsubishi aveva sovrastimato il chilometraggio di gran parte dei suoi veicoli. L’accusa venne confermata e Mitsubishi si salvò solamente grazie a Nissan, con cui condivide l’alleanza con Renault e la quale decise di offrire un’ancora di salvezza al marchio di Masuko prestandogli 2,2 miliardi di dollari per una quota di controllo del 34%. L’accordo fu sottoscritto da Masuko, appunto, e dal CEO dell’epoca di Nissan, ovvero Carlos Ghosn.

Mitsubishi, addio al Pajero per superare la crisi

Quando Ghosn venne arrestato nel 2018 in Giappone per cattiva condotta finanziaria, Masuko si preoccupò subito di denunciare il proprio legame con il manager brasiliano, il quale rispose negando le accuse. Adesso, quindi, Mitsubishi perde il suo presidente esecutivo, anche se pare si tratti di una soluzione temporanea. Ciò che invece non pare temporaneo è la situazione legata ai problemi finanziari del marchio, accentuati dalla cattiva gestione dell’alleanza da parte di Carlos Ghosn. E la diffusione del Coronavirus non ha fatto altro che peggiorare le cose.



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