Mobilità urbana, il futuro è a due ruote

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[Rassegna stampa] La diffusione del Coronavirus ha rivoluzionato completamente il concetto di mobilità urbana: l’uso dell’auto e dei mezzi pubblici è stato sostituito dalle due ruote, che fossero monopattini, biciclette o ciclomotori. Un trend che rischia di mantenersi per molto tempo.

Da Milano a Roma in monopattino elettrico

Biciclette, e-scooter e ciclomotori: saranno loro i protagonisti della nuova mobilità urbana post-Coronavirus. A questa conclusione arriva una recente analisi della McKinsey, a patto però che aziende e istituzioni lavorino insieme per preparare i presupposti di questa rivoluzione. Se così sarà il settore della micromobilità risorgerà dall’attuale crisi più forte di prima ed entro il 2030 ci sarà un aumento del 5-10% del numero di passeggeri per chilometri percorsi. Soprattutto cresceranno le persone che utilizzeranno questi mezzi, privati o condivisi, per il pendolarismo, come gli spostamenti casa-lavoro. Aumentando così le distanze medie percorse e la redditività per singolo spostamento. A questo risultato però si arriverà in modo graduale. Prima occorrerà recuperare i numeri pregressi. Il contraccolpo subito dal settore a causa della pandemia infatti è stato pesante. Un ritorno ai livelli pre-crisi, però, potrebbe esserci presto. Un sondaggio condotto a maggio da McKinsey su 7 mila consumatori provenienti da sette mercati globali (Cina, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti) ha dimostrato che il numero di intervistati disposti a utilizzare regolarmente la micromobilità nel prossimo futuro aumenterà del 9% per i mezzi privati e del 12% per quelli condivisi rispetto a livelli di pre-crisi. Ma per arrivare alle stime di crescita del settore prospettate da McKinsey entro il 2030 occorrerà anche l’aiuto delle istituzioni. Le città per esempio – rileva McKinsey – potrebbero investire di più in infrastrutture per la micromobilità. O, seguendo l’esempio dell’Italia, si potrebbe – afferma McKinsey – incentivare l’acquisto di biciclette e altri mezzi per la micromobilità. Anche disincentivi aI ricorso all’auto privata potrebbero essere una soluzione: aumentando per esempio tariffe del parcheggio, tasse e pedaggi, o prevedendo indennità chilometriche per chi utilizza la micromobilità per il pendolarismo. […]
Graziella Marino, La Repubblica



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