MotoGP | Dovizioso: “La costanza non basta”

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La classifica dice primo posto con 76 punti. La testa suggerisce altro. Andrea Dovizioso ha la sensazione che la sua leadership nel Mondiale MotoGP abbia vita breve. Lui che ha combattuto contro Marc Marquez sa ogni dinamica del campionato e conosce perfettamente cosa serva per portare a casa il titolo. Paradossalmente, almeno a vedere i punti, potrebbe avere più possibilità quest’anno rispetto a quando aveva una moto più veloce ma anche un alieno da sconfiggere. Ora che Marquez non c’è, la MotoGP è alla ricerca del suo padrone e quasi logicamente il primo sguardo va a Dovizioso, secondo negli ultimi tre campionati. Un pilota che al momento non ha una sella per il 2021.

MotoGP | Dovizioso, spiragli per il 2021

Forse la Ducati ha qualcosa in meno rispetto agli scorsi anni. Certamente il forlivese, almeno fino all’annuncio del suo divorzio con Borgo Panigale, non ha guidato con la testa tranquilla. Ha però offerto costanza di rendimento: mai una scivolata, sempre a punti, un podio all’esordio a Jerez e una vittoria in Stiria. Poi solo piazzamenti, quanto basta per avere sei lunghezze di vantaggio su Fabio Quartararo. Dovizioso però sa che non è abbastanza per cullare sogni di titolo: “La costanza non basta. È una delle chiavi per il titolo, sì, ma questo vale per ogni anno“, ha detto il ducatista, secondo quanto riportato da Motorsport.com. “Siamo continui, però con questa velocità è impossibile lottare fino alla fine per il campionato“.

Dovizioso non si trova bene con le Michelin 2020 e lo ha sottolineato ancora una volta: “Sul fronte gomme in ogni pista la situazione può cambiare. Guardate la KTM, a Misano non era veloce. Ogni gara fa storia a sé perché la gomma è diversa. Con queste caratteristiche degli pneumatici cambia molto il modo di guidare rispetto al passato. Ora c’è più grip al posteriore, quindi devi entrare in curva con molta velocità e angolazione. Questo non è il modo in cui sto guidando. Secondo problema: in uscita bisogna aspettare ad aprire l’acceleratore, perché è facile perdere il posteriore, le moto scivolano parecchio ed è difficile avere velocità nel mezzo della curva“.



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