MotoGP | Dovizioso, la giostra delle emozioni

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] – Andrea Dovizioso non si era scordato come si fa a vincere, ed è salito sul gradino più alto del podio poche ore dopo aver annunciato il divorzio da Ducati, rea di non averlo fatto sentire troppo importante. L’indecisione, la distanza e la voglia di cambiare tutto sono stati tre fattori che hanno portato a una situazione nella quale il centauro forlivese non si trovava a suo agio: aveva bisogno di liberare la mente e correre senza pensare ad altro. C’è un mondiale in ballo e lui è pronto a provarci.

“Boh, sarà anche vero che solo Ducati e Dovizioso sanno “davvero” come siano andate le cose tra loro (come ha dichiarato il dg. Gigi Dall’Igna): ma in fondo interessa a qualcuno? Che ci sia un dritto e un rovescio, in questa stortacela, cambia così tanto la questione? Vediamo solo un pilota che alla fine si è un po’ stufato di aspettare, che ha sempre brillato per l’umilia e l’applicazione e a cui sono stati preferiti altri. Soluzioni legittime per carità, sebbene rischiose. Quello che appare discutibile è la strategia dietro la decisione. Sarebbe stato meglio dire apertamente a Dovizioso le ragioni di una scelta: non rientri nei nostri piani, costi troppo, sei troppo anziano, secondo noi in passato hai avuto l’occasione per vincere un titolo e non l’hai fatto, rispetto a Lorenzo ci fai vendere meno moto. Sono ragioni a caso, qualsiasi riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale. Così invece, questa presa di posizione di Dovizioso “contro” il suo team, “contro” la moto che ha contribuito a sviluppare più di chiunque altro in questi anni, lascia proprio l’amaro in bocca. Ma è stata una presa di posizione necessaria, se non altro per amore proprio, per rispetto del proprio lavoro e della lealtà di questi anni. Possiamo negare che sia stato Dovizioso il motore primo della rinascita Ducati post-Stoner? Al netto delle vittorie di Lorenzo prima dell’addio, possiamo negare che lo sviluppo principale, il “lavoro sporco” sulla moto l’abbia fatto Dovi? Separarsi è pure lecito, ma è proprio il modo che non piace. Non è una bella immagine per la Casa stessa. Dovi, quel Mondiale adesso devi proprio vincerlo: nessuna vendetta, per carità, però sarebbe la beffa perfetta“.Andrea Fanì, La Gazzetta dello Sport
“Ha trionfato Andrea Dovizioso con la Ducati. Ma la Ducati ha vinto o ha perso? A giudicare il gelo nelle parole del d.g. di Ducati Corse, l’ingegnere Gigi Dall’Igna, sembrerebbe una sconfitta per la rossa a due ruote che pure celebra il traguardo del 50° sigillo in MotoGP. Non si può essere troppo felici, perché, come dice Dovi: «Non è una vittoria come le altre». No, non lo è, non lo può essere, perché il pilota diventa l’eroe e la Casa di Borgo Panigale, pur con tutti i suoi meriti, la sconfitta. L’errore è stato mettere il suo pilota più forte nelle condizioni di andarsene, di dire «basta», nonostante non abbia alternative, portarlo all’esasperazione, credendo che qualsiasi altro pilota avrebbe vinto con quella moto. Legittimo, ma devi avere il coraggio di prendere una decisione. La Ducati, per quel che si percepisce da fuori, ha prima cercato tutti i piloti liberi, poi ha pensato a sistemare Miller, Bagnaia e addirittura Zarco, lasciando sempre indietro la questione Dovizioso, come se fosse un fastidio e non una risorsa da conservare gelosamente. Il risultato è che adesso ci sono tre strade percorribili, tutte con più di un dubbio: Pecco Bagnala, Jorge Lorenzo e Johann Zarco. La soluzione Zarco lascia perplessi: ha fatto una sola gara buona; il suo comportamento in pista, come si è visto ieri, è quanto meno scriteriato. La coppia Miller-Bagnala può aspirare al titolo, che é quello a cui deve puntare un pilota di una squadra ufficiale? Normale avere perplessità. Miller ieri ha disputato una buona gara, ma se non ci fosse stato il Dovi avrebbe vinto una Suzuki“.Giovanni Zamagni, La Gazzetta dello Sport
“Nel trionfo nel Gp d’Austria il Dovi deve aver messo un po’ tutto: voglia di rivalsa, sassolini da togliere nelle scarpe ormai strettissime della Ducati, messaggi affatto velati indirizzati a chi non ha fatto niente per evitare lo strappo. Strappo annunciato proprio da Dovi a Ferragosto. A Borgo Panigale, già nelle prossime giornate, si deciderà chi affiancherà Miller (promosso da Pramac) per il Mondiale 2021 e, presumibilmente, 2022. A giocarsela sono in due: Jorge Lorenzo, che lavora al clamoroso ritorno in pista e sulla Desmo già da qualche tempo e Bagnaia che come Miller potrebbe meritarsi il salto nel team factory da Pramac. Il rapporto fra il numero uno del team Ducati, Dall’Igna e Jorge rende ovviamente in discesa la trattativa con lo spagnolo che di sicuro _ per firmare con la Rossa _ dovrà dire sì a un ingaggio lontano anni luce da 12 milioni di qualche stagione fa o ai 7 della Honda. Dovizioso? Difficile che si inventi il classico anno sabbatico. Ha voglia di correre e di stare nel gruppo. Forse più degli ultimi mesi segnati dalla trattativa. La chance in Ktm sta in piedi, ma occhio alle mosse di Aprilia“.Riccardo Galli, Il Resto del Carlino
“Vincere così ha un gusto doppio. Per tutti sarà lo schiaffo di Andrea Dovizioso a quella che tra tre mesi e mezzo sarà la sua vecchia squadra. «Non credete in me? Pensate che qualsiasi altro pilota sulla Desmosedici farà meglio? Prego, accomodatevi. Ma, intanto, per rinfrescarvi le idee…». Dovizioso è troppo signore per pronunciare davvero queste parole davanti ai microfoni, ma è difficile non immaginare che questi pensieri lo abbiano accarezzato nei momenti immediatamente successivi a quella che è stata una giornata che non dimenticherà facilmente. Perché dopo la grande paura scampata, la scena è stata tutta per lui. Si meriterebbe la residenza onoraria di Zeitweg, Dovizioso, dopo avere vinto la terza gara in 4 anni e 5 partecipazioni“.Paolo Ianieri, La Gazzetta dello Sport



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