MotoGP | Dovizioso pensieroso

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Il 2020 per Andrea Dovizioso è per ora l’anno dei se e dei ma. Con l’assenza di Marc Marquez e una Ducati che ha anche vinto e fatto vedere grande potenziale, poteva essere l’anno buono per schiacciare la concorrenza. Ma alla fine Dovi è ancora costretto a inseguire Yamaha e Suzuki, sempre con quella Michelin che lo fa tribolare.

«Non so perché non riusciamo a mandare in temperatura la gomma sul lato destro. Il gap dai primi è grande ma non reale, anche se non so quanto dipenda dal freddo e quanto dal vento», ha detto Dovizioso in relazione al suo ritardo ad Aragon dalle Yamaha, ottenuto durante le prove libere. La pista appare quella giusta per un buon risultato: ci sono lunghi rettilinei ove far valere la velocità Ducati, e pure delle curve ideali per le capacità in frenata del pilota forlivese. Eppure il bandolo delle gomme è lontano a trovarsi.
Da quando ha annunciato l’abbandono del team Ducati, certamente Dovizioso si è liberato dal peso di continue domande sul rinnovo del contratto. Pensieri che ora sono stati sostituiti dai problemi che sente guidando questi pneumatici così bizzarri, secondo la sua opinione almeno. E intanto la fine della stagione si avvicina: se sarà per lui un anno sabbatico, o un 2021 da collaudatore, è ancora presto dirlo. Intanto però con i tempi lunghissimi della sentenza su Iannone, potrebbe finalmente arrivare la decisione di Aprilia sul futuro. E avere un pilota come Dovizioso, o come Cal Crutchlow in seconda battuta, sarebbe straordinario per la moto italiana che si sta avvicinando a poco a poco nelle posizioni che contano. Il Dovi prima o poi dovrà di nuovo aggiungere il futuro alla coda dei suoi tanti pensieri.



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