MotoGP | Graziano Rossi: “Vale stava per smettere”

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“Visto che ci sono, e che ci sarò anche l’anno prossimo, mi devono aiutare”. Valentino Rossi nelle interviste post-gara successive al Gran Premio di Andalusia che lo ha visto tornare sul podio a oltre un anno di distanza dal secondo posto ottenuto ad Austin nel 2019 ha implorato la Yamaha di non impedirgli di seguire le proprie sensazioni in merito al setting della M1. Da tempo il Dottore ha provato ad adeguarsi ad una moto cucita addosso a Maverick Vinales e a Fabio Quartararo, i piloti del presente e, soprattutto, del futuro della Yamaha. Dopo un inizio di 2020 da incubo, Rossi e il suo team tecnico dopo quattro giorni di pressioni hanno ottenuto l’ok ad apportare modifiche alla M1 #46 e i risultati si sono subito visti.

MotoGP | Rossi dopo il podio attacca la Yamaha

Graziano Rossi, il padre di Valentino, intervistato da Repubblica ha ammesso che dopo la prima gara il nove volte iridato era a un passo da alzare definitivamente bandiera bianca: “Non l’avevo mai visto così triste. Gli sembrava tutto inutile. Si chiedeva: ma valgono la pena tutti questi sacrifici e lo stress, per poi arrivare 7° oppure 8°”?. Secondo Graziano il Gran Premio di Andalusia sarà un nuovo punto di partenza per l’illustre figlio: “Vale sa di essere amato: vuole ricambiare, a modo suo. Mi sono emozionato a vederlo sul podio, dopo tanto tempo. Ha cambiato il set up della moto e si è trovato a suo agio, sono arrivati i tempi. E il gusto di correre. Questo terzo posto è un punto di partenza. È anche vero che ogni gara ha la sua storia: però Vale è ripartito: la prossima volta cercherà di essere più veloce di Viñales. Quella dopo ancora, di Quartararo”.

MotoGP | Jarvis e il braccio di ferro Rossi-Yamaha

Rossi prima che in pista ha dovuto combattere contro Vinales e Quartararo a livello politico, all’interno della Yamaha che non voleva più ascoltare il Dottore: “Tra chi costruisce la moto e chi la guida ci sono spesso punti di vista diversi. Ci vuole diplomazia. È anche una cosa ‘politica’, come ha detto mio figlio. I più giovani, Quartararo, Viñales, sono sempre andati forte: logico che alla Yamaha fossero perplessi quando Valentino gli diceva di cambiare, di ‘personalizzargli’ la M1. È successo all’improvviso, è andata bene”.



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