MotoGP | Marquez, lucida follia

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] – Marc Marquez è a Jerez per tantissimi motivi, che portano la sua decisione di scendere in pista su un piano più complesso di ragionamenti rispetto alla scelta di cuore che è la prima irrazionale spiegazione. Oltre a un campionato in corso, c’è la scoperta del limite, il ritrovamento della forma, la confidenza, la fiducia nella moto, la dimostrazione psicologica verso l’esterno e il rischio sportivo che contraddistingue i campioni dal resto della ciurma. Una lucida follia, insomma.

“Non sono meravigliato che Marc Marquez faccia di tutto per correre a Jerez, dopo la frattura dell’omero rimediata domenica scorsa. I piloti ci provano e sono cose che ho fatto pure io, anche se ogni situazione è differente. Il punto di partenza da capire è uno: se il dolore è sopportabile e se lui ha la forza nel braccio per tenere la moto, allora può provare a gareggiare. Non credo sia una decisione folle, né coraggiosa: Marquez è fatto così. Un campione osa, ha una passione che lo spinge e lo porta oltre. L’adrenalina è più forte dell’azione del pensiero e della testa: ti fa sentire forte, bravo e grande, capace di ogni cosa. Non posso dire chi glielo fa fare, perché ricordo Tazio Nuvolari salire in sella con il gesso, piloti che ai miei tempi correvano con le braccia insanguinate e io stesso non mi accontentavo: una volta dopo un infortunio alla spalla fui operato per correre la gara successiva, ma la ferita era così grande che il dolore non mi consentiva di stare in moto. Lì mi piegai, ma altre volte strinsi i denti. Non è una decisione scriteriata, perché si può cadere anche in condizioni normali, quando si è fisicamente al massimo. Non credo che Marquez possa essere un pericolo per qualcuno: userà il Gran Premio anche come allenamento, un modo per tenersi in forma. In questi casi non devi pensare, ma è meglio correre subito e tornare in azione. Lui non ha nulla da dimostrare, e l’indole che lo porta a correre al limite, a cadere, a ripartire, a vincere. Non credo possa fare grandissime cose in gara, ma potrebbe stare facilmente nei dieci, non si accontenterà. Se dovesse addirittura riuscire a vincere la gara, cosa difficile in ogni caso, il campionato potrebbe virtualmente chiudere: gli altri piloti dovrebbero andare a casa“.Giacomo Agostini, La Gazzetta dello Sport
“Tutti al box Honda, oggi, quando il timer del Gp di Andalusia (la seconda tappa mondiale in otto giorni sulla pista di Jerez) accenderà il verde della penultima tornata delle prove libere, quella che in termini tecnici si chiama FP3. Tutti al box Honda per vedere come e se Marc Marquez ce la farà davvero a rimettersi in sella alla Hrc, sentire quanto male gli fa il braccio rotto domenica e operato martedì e decidere di partecipare al Gp di domani. Ieri con un sorriso emozionato è passato anche Paolo Simoncelli per regalare un suo personalissimo e sincero abbraccio al campione spagnolo. Già, perchè papà Simoncelli ha provato un brivido forte, fortissimo, questa settimana, quando Marc è passato dall’inferno della caduta che poteva segnare tutta la sua stagione, all’overdose di tenacia, personalità e motivazioni che lo porta a risalire già in moto, una manciata di ore dopo essere uscito dalla sala operatoria. «Marquez mi emoziona – sono parole di Paolo Simoncelli –. Ha lo stesso carattere di Marco». E giù un sospiro di tensioni positive rilanciato dai microfoni di Sky MotoGp. «Vedere lui in gara con mio figlio – è la foto che Paolo avrebbe voluto custodire più gelosamente – sarebbe stato fantastico».”Riccardo Galli, Il Resto del Carlino
“Una concorrenza motivata spiega la preoccupazione di Marquez. Il timore di lasciare troppi punti agli avversari è la molla che l’ha spinto ad azzerare i tempi di recupero. Scelta coraggiosa, non priva di rischi: un’altra caduta potrebbe compromettere la guarigione della tripla frattura all’omero destro, ricomposta con una placca di titanio. Per convincere i medici di gara il fenomeno catalano ha fatto persino le flessioni sulle braccia. Ma non sarà una passeggiata, la temperatura infernale di questi giorni può fiaccare anche la proverbiale forza fisica di questi super atleti. Ieri ne hanno avuto un assaggio Rins e Crutchlow: lo spagnolo ha corso con una spalla lussata la settimana scorsa, il britannico è salito in sella con uno scafoide operato tre giorni prima. Un approccio prudente, senza forzare, ma con distacchi abissali da recuperare. Le opinioni si dividono sulla scelta di Marquez. Secondo Francesco Guidotti, team manager della Ducati Pramac «Marquez poteva risparmiarsi questa prova di forza. Lui è il più forte, lo sappiamo già». Più accomodante il giudizio dell’ex pilota Loris Capirossi: «Sto con Marc, perché io stesso mi sono preso di questi rischi in passato». Resta il verdetto della pista, giudice inappellabile“.Paolo Lorenzi, Corriere della Sera



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