MotoGP | Morbidelli, la rinascita dopo il buio

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] – Franco Morbidelli è risalito con gli interessi da un momento molto difficile, che per molti sarebbe insostenibile, della sua vita: la vittoria a Misano è stata una gioia controllata per un ragazzo che ha voglia di tranquilità pur dando l’anima in pista.

“Quando si sono conosciuti Franco era già «triturato». Dalla vita e dalle corse. Eppure Vale in quel ragazzino ci ha voluto credere lo stesso. «Aveva vinto nella Stock 600 e ormai il suo destino sportivo era segnato, la sua direzione sarebbe stata la Superbike e null’altro», ricorda Rossi. E invece «quando mio padre ha compiuto il gesto» così come l’ha sempre raccontato lui, Vale lo ha invitato nella sua pizzeria a Tavullia e gli ha detto: «A te ci penso io, voglio seguirti e provare a portarti in Moto2». E lui gli rispose con «un sorriso di gratitudine e basta». A modo suo. Alla Franco Morbidelli. Umile, paziente, un po’ schivo, ma con un talento innato e una passione per le moto ereditata da papà Livio, meccanico con officina a Roma e un passato da pilota tra 80 e 125. Sulle minimoto Frank svela di essere «un gran manico», Livio e mamma Cristina decidono di credere in lui. Mollano tutto. Vendono casa e officina si trasferiscono alle porte di Tavullia. Vicino alla ‘cava’ in cui Valentino si allenava con Marco Simoncelli e a volte Andrea Dovizioso. Mancavano soltanto i soldi per correre nei campionati che contano. E quando naufragò il progetto che all’età di 12 anni lo avrebbe allevato fino alla top class, quando pure restare nel CEV sarebbe stato un lusso che non si poteva permettere, allora decise di ripiegare su un campionato più economico, la Stock 600. Due anni di rodaggio e nel 2013 la consacrazione con il titolo. Nell’anno della tragedia famigliare. Non s’è mai chiesto il perché di quel gesto estremo. Franco ha fatto di tutto perché quell’«atroce sofferenza» non ci rovinasse. Anche se la vita, a quel punto, aveva preso la piega sbagliata. A raddrizzarla proprio Valentino: «Se non ci fosse stata la Academy, la mia famiglia, la mia fidanzata e tutti quelli che hanno creduto in me, oggi non so dove sarei». La faccia buona, onesta e sincera del paddock“.Marco Galvani, Il Resto del Carlino



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