MotoGP | P. Espargaró: “Impossibile rifiutare HRC”

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In una giornata di annunci per la MotoGP, è arrivata anche la firma ufficiale sul contratto che legherà Pol Espargaró alla Repsol Honda a partire dal 2021. Lo spagnolo erediterà la sella di Alex Marquez, che passerà al team di Lucio Cecchinello. Ai microfoni di As, Espargaró non ha nascosto tutto il suo entusiasmo verso l’anno prossimo: “È praticamente impossibile dire di no ad HRC. Ci ho pensato a lungo, l’idea mi ronzava in testa anche l’anno scorso. Non è stata una decisione presa all’improvviso, né per Honda né per me: personalmente ho dovuto pensare ai pro e ai contro. Ma dentro di me mi dicevo che se non avessi accettato, una volta ritirato avrei rimpianto per sempre questa decisione, questa opportunità che in pochi hanno avuto. Sono molto felice“.

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HRC e il Motomondiale fanno rima con il Cabroncito Marc Marquez, che sta tiranneggiando la massima categoria delle due ruote dal 2013, fatta eccezione per un anno di interregno di Jorge Lorenzo: “Marc è Marc, ora come ora è imbattibile. Sappiamo tutti quanto valga e sarà difficilissimo batterlo, ma con questo passo avanti nella mia carriera potrò avere accesso ad alcune informazioni a cui magari prima non potevo arrivare. La sfida più grande che un motociclista possa avere è quella di sconfiggere i migliori, ed è quello che cercherò di fare, lavorando il più possibile“, ha proseguito Espargaró. “So bene che nessun compagno di squadra ha battuto Marquez sulla HRC, anzi non si sono nemmeno avvicinati. Ma ho fatto questo passo proprio per vedere da vicino cosa lo renda così speciale e cosa io possa fare con la stessa moto. Con Lorenzo le cose non sono andate come il team voleva, questa è una moto che ha bisogno di un pilota combattivo, che dia assolutamente tutto e che sappia soffrire, cosa che ho imparato a fare in KTM“.

Marquez ed Espargaró, in passato, hanno avuto anche storie tese in Moto2 e in 125: “Sì, ho combattuto contro di lui, ci siamo anche scontrati al Montmeló. Ma il tempo guarisce tutte le ferite. Da quell’incidente ci siamo visti molte volte, parliamo normalmente e abbiamo un buon rapporto, quindi non lo vedo come un problema e non avremo conti da regolare. Ovviamente, arrivo in una squadra che ha un chiaro numero uno. So qual è il mio ruolo, il che non mi impedisce di combattere, perché Honda non prende un pilota per farlo arrivare secondo: deve puntare al titolo. E il campionato MotoGP è il sogno della mia vita“. Insomma, consapevolezza di avere un numero uno in squadra. Ma anche ambizione nel tentare di rubargli il trono.



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