MotoGP | Poca lucidità per via del lockdown

Formula 1 Sport

Prima dell’avvio del motomondiale gli stessi piloti ripetevano come un mantra che  nella cortissima stagione 2020 sarebbe stato importante finire le gare, cadere poco e girare in pista con un alto grado di giudizio. Dopo la prima gara a Jerez, invece, al centro medico c’era affollamento, con campioni del mondo fratturati (Marc Marquez), piloti con esperienza (Crutchlow) e giovani di grande speranza (Rins) tutti finiti a terra. E sono caduti anche Alex Marquez, Danilo Petrucci, Joan Mir e Aleix Espargarò. Alla faccia dei rischi calcolati.

Secondo Eugenio Lizama, neuropsicologo che lavora con Andrea Dovizioso e con altri atleti professionisti in diverse discipline, il lockdown legato al Covid-19 ha contribuito a una certa agitazione nell’animo dei piloti, che di conseguenza prendono decisioni inaspettate e poco ragionate. “Il lungo periodo di confinamento in casa e l’impossibilità di poter realizzare le attività programmate ha alterato alcuni parametri biologici importanti, come ad esempio la qualità del sonno. Quando vengono a cambiare le abitudini in questo modo, certe funzioni cerebrali si modificano di conseguenza, e in questo insieme comprendiamo anche le reazioni agli stimoli. Si possono dunque manifestare episodi di ansia che portano a decisioni sorprendenti per mancanza di lucidità“, ha detto il cileno al quotidiano Mundo Deportivo. Secondo Lizama il periodo necessario al ritorno alla vera normalità può arrivare dopo 6-7 settimane dall’inizio del campionato, un tempo necessario a ristabilire una routine mentale adatta al ritmo serrato.
Il Mundo Deportivo sostiene, pur ponendosi il dubbio dell’evento casuale, che il terzo posto dell’assistito di Lizama, vale a dire Andrea Dovizioso, sia arrivato anche per la lucidità derivata da un fine lavoro psicologico, e non solamente dalla ottime prestazioni in gara a cui ci ha abituato il numero 4 Ducati.



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