MotoGP | Santi Hernandez: “Se Marc c’è, può”

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La giornata di domani dovrebbe essere quella della verità per Marc Marquez, che tornerà in pista a Jerez a sei giorni dalla frattura dell’omero del braccio destro e ad appena quattro giorni dall’operazione subita a Barcellona. Un gesto di coraggio estremo, quello del pilota spagnolo, che ha lasciato a bocca aperta l’intero paddock della MotoGP. Il catalano dovrebbe scendere in pista nelle PL3 del Gran Premio di Andalusia per capire quali sono le sue condizioni fisiche e se potrà davvero affrontare il Gran Premio. Il suo capo-meccanico, Santi Hernandez, ha provato a spiegare ai media presenti sul circuito la situazione dell’otto volte iridato.

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“Domenica scorsa eravamo molto preoccupati perché non sapevamo quale fosse la situazione – ha spiegato Hernandez – ma fortunatamente tutto è andato per il meglio. Non pensavamo che potesse riprendersi così in fretta dopo quella caduta. Se Marc è qui significa che può correre ed è per questo che ha superato la visita medica. Nessuno avrebbe mai immaginato che Marc sarebbe venuto qui – ha aggiunto ancora l’uomo di casa Hrc – ma tutti sappiamo bene che tipo di pilota è. Si mantiene sempre positivo di fronte a situazioni negative e penso che fin dal primo momento abbia cominciato a pensare di provare a correre. Quando Marc vede una porticina aperta cerca di spalancarla, ma quello che conta è quello che succederà domani, cioè quando saremo in grado di capire quale sia la sua condizione”.

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Naturalmente, in questo momento è difficile per tutti, anche per il suo stesso team, fissare delle aspettative sul possibile risultato finale del weekend: “La priorità ora è capire quale sia la sua condizione fisica durante le PL3 – ha ribadito Santi Hernandez – in particolare capire quale sia la sua forza per guidare la moto. Pensare ora a quale risultato può ottenere più in gara è inutile. Per il momento, come ho detto, la sua condizione fisica è l’aspetto più importante dopo l’operazione che ha subito martedì. Speriamo che tutto vada bene, e non parlo del risultato, ma di lui come persona, perché prima di tutto lo considero un amico“ ha concluso.



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