MotoGP | Stoner, un rifiuto da 10 milioni

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] – Livio Suppo ha ricordato il momento nel quale Casey Stoner decise di ritirarsi dalla MotoGP, il 17 maggio del 2012. All’epoca l’intenzione di Honda HRC era di avere un team formato da lui e da Marc Marquez. L’australiano rifiutò un’offerta sontuosa per rimanere a correre, ma fu categorico: non c’era spazio per tornare.

“Otto anni fa, le parole di Casey Stoner nella sala stampa di Le Mans fecero scendere il gelo: «Mi ritirerò a fine stagione, questa non è la MotoGP che amo». Sui suoi rivali e tutti i tifosi nel mondo, che di lì a pochi mesi avrebbero visto uscire di scena l’ex Rolling Stoner poi diventato Canguro Mannaro. A 26 anni e 2 Mondiali in tasca, la MotoGP si preparava a perdere uno dei più grandi talenti. Shuhei Nakamoto, vicepresidente della Honda Hrc, e Livio Suppo, il team principal ex Ducati, cercarono in ogni modo di convincere Casey. Inutilmente. «Noi provavamo a intavolare la trattativa e lui ribadiva di voler smettere — racconta Livio Suppo —. Nakamoto era disperato perché era molto affezionato a Casey. Avevamo già preso Marquez, che avrebbe sostituito Pedrosa, ma nessuno poteva sperare che sarebbe riuscito in quello che ha poi fatto, la paura era di indebolire la squadra. A mio parere annunciò il ritiro troppo presto, da quel momento prese la stagione sottogamba. In Qatar aveva fatto terzo ed era contento dei progressi. Poi vinse a Jerez e all’Estoril, forse pensò “adesso vinco e poi smetto”, ma quella cosa gli tolse concentrazione. Già il GP dopo a Barcellona fece una brutta gara, non era più la solita macchina da guerra. Ho sempre pensato che se un pilota non ha più voglia di correre sia controproducente insistere. Rifiutò un rinnovo oltre i 10 milioni, era un’offerta mostruosa e per un ragazzo di 27 anni rispondere di no significa avere la palle, o sei molto matto o molto convinto. E io questo lo apprezzo molto. Casey è sempre stato coerente, giusto o sbagliato che fosse. Così smettemmo di provarci, avevamo rilanciato molto, non aveva senso obbligarlo a correre. Peccato, sarebbe stato curioso vederlo contro Marc».”Paolo Ianieri, La Gazzetta dello Sport, 17 maggio 2020

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