MotoGP | Zarco: “Non sono un pazzo”

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Nella domenica in cui il Motomondiale ha riscoperto terribilmente da vicino che cosa è la paura, l’imputato principale è lui: Johann Zarco. Sono stati tanti gli indici puntati nel dopo gara contro il veloce pilota francese del team Ducati Avintia, accusato di aver provocato lo spaventoso incidente che ha coinvolto Franco Morbidelli e trasformato le loro due moto in due proiettili pericolosissimi che in curva 3 sono sfilati a pochi centimetri di distanza da Valentino Rossi e Maverick Vinales. Una tragedia evitata della quale però Zarco non si ritiene il principale responsabile, come ha spiegato alla versione francese del sito Motorsport.com.

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“Quello che mi ha ferito è stato il fatto che al momento delle interviste alla TV italiana erano davvero arrabbiati con me, sia Franco che Valentino – ha spiega il francese ai colleghi d’oltralpe – Valentino ha visto la moto, si è spaventato e ha detto: ‘se la moto mi prende, è finita’. Franco era già andato via, ma almeno ho potuto parlare con Valentino per calmare le acque e spiegare che non è stata una manovra intenzionale, il che è rassicurante. Credo che la nostra discussione sia stata molto sincera“.
“Ci siamo presi dieci minuti, solo noi due, per parlare sinceramente di quello che è successo e scambiarci i nostri pensieri – ha proseguito Zarco – ora va tutto molto meglio. Ho parlato con Vale per circa dieci minuti per fargli capire che non sono un pazzo. Mi ha detto che quando ha visto l’incidente con le poche angolazioni della TV ha ritenuto che fossi molto largo e che avevo fatto la manovra in frenata per bloccare Morbidelli. Così gli ho spiegato che no, non ero così largo.  Non ero troppo largo e non volevo fermarlo, non era la mia idea al momento della frenata. Non l’ho fatto volontariamente”.

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Infine Zarco ha provato a spiegare la sua manovra: “Sono riuscito a fare un bel sorpasso in rettilineo, perché c’era davvero una grande differenza di motore tra me e Morbidelli e ne ho approfittato. Non ho fatto errori: andavamo veloci ed è una curva difficile. La mia traiettoria non era folle”.



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