Petrolicious, il CEO Afshin Behnia è ai saluti

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Gli appassionati di motori vicini ad Afshin Behnia, CEO di Petrolicious, il magazine digitale californiano dedicato alle auto d’epoca più famoso di Instagram, conoscevano da tempo le posizioni dell’imprenditore di origini iraniane in merito al movimento Black Lives Matter, impegnato nella lotta contro le violenze razziste e le ingiustizie economiche e sociali subite della comunità afroamericana in America. Behnia non ha mai nascosto le sue perplessità riguardo l’operato dei movimento, negli ultimi mesi salito agli onori della cronaca mondiale per le proteste contro i numerosi episodi di violenza subiti negli Stati Uniti da cittadini neri. Commenti provocatori e prese di posizione sempre più nette che, nell’ultimo mese, il numero uno di Petrolicious ha condiviso attraverso il proprio profilo Facebook, provocando l’indignazione di una buona parte della platea del brand, che conta 746.000 follower su Instagram e 831.000 iscritti al canale YouTube.

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In particolare, Behnia ha definito Black Lives Matter un movimento di “terrorismo interno”. Un’uscita imperdonabile per un uomo al timone di una realtà digitale il cui enorme giro d’affari coinvolge case automobilistiche, importanti collezionisti e ovviamente una sterminata fanbase sparsa in ogni angolo del pianeta. Behnia si è detto dispiaciuto di quanto accaduto, definendo i suoi post “divisivi” e riconoscendo di aver messo l’accento soltanto sui comportamenti deplorevoli delle frange più estremiste del movimento, “senza tenere conto di tutte le persone per bene che aderiscono al movimento dando un contributo prezioso nella lotta al razzismo”.
Com’era facile immaginare, la risposta dei partner e degli investitori non si è fatta attendere. E mentre tra i follower più in vista c’è già chi ha garantito di poter fare serenamente a meno dei pur superlativi contenuti digitali offerti dall’azienda, diversi sponsor hanno annunciato di voler tagliare i ponti con Petrolicious per sempre. In merito alle dichiarazioni di Behnia, un portavoce di Porsche, azienda che nel biennio 2017-2018 ha finanziato diversi progetti editoriali della media company californiana, ha detto espressamente che “la società di oggi non può contemplare nessun episodio di discriminazione razziale”. Il cielo sopra Petrolicious si è fatto sempre più grigio, al punto che due giorni fa il CEO Benhia ha deciso di dimettersi dalla sua carica e di accelerare le trattative per una cessione del brand. “Nell’ultimo anno abbiamo valutato le offerte di dodici potenziali acquirenti. Penso che per il bene di Petrolicious, dei fan e dei futuri partner sia giunto il momento che io lasci il timone a una nuova proprietà”.
Foto: PETROLICIOUS



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