Piero Ferrari: “Binotto dovrà gestire una situazione anomala”

Formula 1 Sport

Piero Ferrari, detentore ancora oggi del tradizionale 10% delle azioni della Ferrari nonostante lo spostamento della sede legale in terra olandese, è un membro del consiglio d’amministrazione dal cognome pesante e dalla lunga memoria. Da dentro, sa che la voglia di vincere della Scuderia va di pari passo con il valore dell’azienda. E dunque le scelte fatte da Maranello a proposito della Formula 1, con la fuoriuscita di Sebastian Vettel alla fine della stagione 2020, l’arrivo di Carlos Sainz a sostituirlo e la responsabilità della rinascita sportiva caricata sulle spalle di Charles Leclerc, sono da difendere, secondo il figlio di Enzo.

«Prima di tutto mi auguro che i motori si riaccendano, a luglio in Austria. Non sarà facile battere la Mercedes, ma non smetteremo mai di provarci e i nostri tifosi lo sanno. Ho fiducia nelle scelte che sono state fatte. In Leclerc abbiamo un giovane che è un simbolo di speranza e di entusiasmo. Sono ottimista. Per quanto riguarda Sebastian Vettel, dovrà essere bravo Mattia Binotto a gestire una situazione oggettivamente anomala. Non so come avrebbe gestito la situazione mio padre, ma lui diceva che l’azienda conta più di qualunque collaboratore, fosse anche il migliore dei piloti», ha detto Piero Ferrari al Resto del Carlino.

L’ex-futuro campione del mondo

A proposito del migliore dei piloti, per Piero il più grande è stato Niki Lauda: «Gilles Villeneuve era un amico e aveva doti speciali, ma Niki ha cambiato la storia delle corse. Poi fra lui e mio padre finì male, ma fecero in tempo a ritrovarsi. Tra loro la stima reciproca era fortissima».
Enzo Ferrari sarebbe stato anche lui stupito della piega globale presa nella prima metà del 2020: «Come tutti, anche io non avrei creduto possibile ciò che abbiamo visto e vissuto negli ultimi tre mesi. Ma ho fiducia nella creatività e nel coraggio dei miei connazionali».

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