Piero Ferrari: “Indianapolis mi piace”

Formula 1 Sport

Il vice presidente della Ferrari Piero Ferrari, figlio del fondatore Enzo, domani spegnerà 75 candeline. Il Coronavirus ha messo in stand-by quasi tutte le discipline sportive, motorsport compreso, anche se a Maranello ultimamente non ci si è annoiati con l’avvicendamento ufficializzato tra Sebastian Vettel e Carlos Sainz nel 2021. Lo spagnolo sarà il compagno di box di Charles Leclerc fino al 2022.

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L’altro fronte che anima la Gestione Sportiva e i piani dei vertici della Scuderia è l’eventuale allargamento degli orizzonti agonistici oltre la F1 e l’impegno nel WEC nella classe GTE. I nuovi regolamenti Endurance tra Hypercar e classe LMDh rappresentano una grande opportunità, così come anche lo sbarco in IndyCar per partecipare di nuovo alla mitica 500 miglia di Indianapolis fa sognare i dirigenti del Cavallino Rampante.

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“Indianapolis mi piace – le parole di Piero Ferrari intervistato da La Gazzetta dello Sport – ho avuto il piacere di esserci con Giampaolo Dallara il giorno in cui ha colto la prima vittoria alla 500 Miglia. La Ferrari c’era stata con Ascari. Poi negli anni ’80 costruimmo una Indy per dare un segnale a FIA e FOCA ma non fece mai un chilometro. Sotto sotto credo che a mio padre avrebbe fatto piacere vincere là”.

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Tra i tanti piloti che si sono succeduti in Ferrari, Piero non ha dubbi su quale sia quello a cui è rimasto più affezionato: “Jody Scheckter, una persona molto intelligente, è stato un grande pilota. Ha vinto un Mondiale e poi ha deciso di cambiare vita e ha avuto successo pure come imprenditore. Veniva descritto come un orso, invece aveva un gran senso dell’umorismo”.

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