Quando Alfa Romeo mise il GPL alla MiTo

Formula 1 Sport

L’Alfa Romeo MiTo è stata prodotta dal 2008 fino al 2019, dando ottime soddisfazioni in termini di vendita ai vertici aziendali. Dirigenti che accettarono di sconfessare un po’ l’anima sportiva del marchio pur di avere respiro sul mercato, con una piccola vettura che potesse dare l’idea, attraverso un bel lavoro di design, di avere un piccolo assaggio sul mondo Alfa. Tuttavia non c’era molto del blasone originale del Biscione, salvo appunto il frontale riconoscibile, per una vettura compatta a due volumi che utilizzava lo  stesso  pianale FGA Small della Fiat Grande Punto, condividendo ampiamente la meccanica. Alla fine la MiTo venne ampiamente accettata dal mercato (decisore senz’appello), tanto che oggi diversi critici di allora non disdegnerebbero un suo ritorno in listino.

L’impronta stilistica era stata scelta come decisamente e deliberatamente sportiva, caratterizzata da una linea aggressiva, e ribadita (nel corso di una produzione decennale) dalle motorizzazioni 1.4 MultiAir e TwinAir, da un MultiJet 1.3 e addirittura da un motore alimentato a gas dotato di turbocompressore. Proprio nell’ottobre del 2009 la MiTo arrivò sul mercato anche con la sua versione Turbo GPL, di fatto la prima Alfa Romeo con quel tipo di alimentazione nella storia del marchio. La MiTo GPL, preparata da Landi Renzo, montava un motore 1.4 Turbo a 16V da 120 cavalli con il consumo più basso di tutta la sua gamma (12,3 km/l). Cioè lo stesso motore montato sulla Lancia Delta e sviluppato da Fiat Powertrain Technologies.

Il serbatoio GPL toroidale (a forma di ciambella) con una capacità utile di 39 litri era stato posizionato in luogo della ruota di scorta, per lasciare inalterato il volume utile del bagagliaio. Fu studiata una buona distribuzione del peso per non spostare eccessivamente il baricentro del veicolo. L’Alfa Romeo MiTo GPL Turbo era stata progettata per rispondere alla crescente domanda di veicoli alimentati a GPL, che all’epoca aveva vissuto un aumento del 140% (tra il 2007 e il 2008). La MiTo GPL era disponibile inizialmente in due allestimenti, Progression e Distinctive, rispettivamente a 18.400 e 20.000 euro. L’alimentazione bifuel divise il pubblico degli alfisti tra chi la riteneva una buona alternativa soprattutto in termini di risparmio di benzina, e tra chi invece la vedeva come un insulto alla tradizione dura e cruda delle sante Alfa Romeo bevitrici. Ma alla fine chi l’ha provata la ricorda con piacere, considerando che oggi le  ‘piccole’ Alfa sono state sostituite dalle grandi premium ‘alla tedesca’.



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