Renault, 5 miliardi di euro per la salvezza

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[Rassegna stampa] Il futuro di Renault non è mai stato così in bilico. “Non ho ancora firmato nessun prestito”, ha detto ieri il ministro delle finanze francese Le Maire, che soffermandosi sulla richiesta della Losanga di 5 miliardi di euro di aiuti dallo Stato ha poi aggiunto: “Se Renault non si adatta potrebbe davvero scomparire”.

Le Maire: “Renault può sparire se non si adatta”

Cinque miliardi di euro per salvarla. Con lo Stato, già azionista, chiamato alla terza operazione di risanamento dal Dopoguerra ad oggi. Cinque miliardi che forse non basteranno per salvare la totalità degli occupati della casa automobilistica Renault. Per la prima volta nella storia il governo di Parigi potrebbe abdicare all’equazione — soldi di Stato in cambio di nessuna chiusura di fabbriche — perché la crisi innescata dalla pandemia è talmente devastante per l’impatto su domanda ed offerta di veicoli. Renault solo un anno fa stava per convolare a nozze con Fiat-chrysler costruendo un gruppo sovranazionale con le case auto giapponesi Nissan (di ieri la notizia, per la società giapponese, di 20 mila posti di lavoro a rischio nel mondo) e Mitsubishi. Una fusione arenatasi per problemi di governance, un’integrazione che lo stesso John Elkann auspicava per una perfetta complementarietà sui mercati con Fca forte in Europa e Stati Uniti e i francesi forti in Asia. E invece ora «Renault potrebbe addirittura scomparire se non riesce a riadattarsi dopo la crisi del coronavirus», dice netto Le Maire. A rischio lo stabilimento francese a Flins, bandiera della Francia operaia. E anche le fonderie Caudan e i siti di Dieppe e di Choisy. Il presidente della Renault Jeandominique Senard sta lavorando su un nuovo piano strategico con il sostegno del governo francese. A breve verrà coadiuvato dall’italiano Luca De Meo, già nominato nuovo Ceo ma in carica dal primo luglio. […]
Fabio Savelli, Il Corriere della Sera

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