Ricciardo e il ‘take a knee’: “Problemi con la nazionalità di alcuni piloti”

Formula 1 Sport

Alla viglia del Gran Premio d’Austria i piloti hanno compiuto un gesto inusuale e forte, scegliendo di schierarsi apertamente contro la discriminazione razziale e a favore del movimento Black Lives Matter, che combatte proprio questo tipo di abusi e violenze. A ‘capitanare’ la protesta è stato Lewis Hamilton, ma tutti i protagonisti del Circus hanno seguito il loro collega più rappresentativo in questa importante presa di posizione, indossando una maglietta nera con la scritta ‘End Racism’. Alcuni piloti tuttavia hanno attuato una piccola distinzione, decidendo di non inginocchiarsi in griglia, pur solidarizzando con la protesta.

Leclerc e il razzismo: “Quotidianità più importante di gesti simbolici”

Charles Leclerc e Max Verstappen avevano già anticipato la propria scelta tramite i rispettivi profili social, ribadendo comunque la vicinanza al tema e alla protesta stessa. A rimanere in piedi, oltre al monegasco e all’olandese, sono stati Antonio Giovinazzi, Carlos Sainz, Daniil Kvyat e Kimi Raikkonen. Parlando con il sito Yahoo Sports Australia, il pilota della Renault Daniel Ricciardo è tornato ad illustrare il senso di quel gesto, provando anche a spiegare le possibili ragioni per cui quei sei piloti abbiano scelto di restare in piedi.

La Formula 1 dice no al razzismo

“Durante la chiacchierata di venerdì abbiamo definito che tutti noi siamo al 100%  supporto di questa [protesta] e della fine del razzismo. Nessuno di noi è contrario, quindi sosteniamo tutti questa causa – ha ribadito Ricciardo – penso solo che ci siano state alcune difficoltà con certi piloti, la loro nazionalità e sul cosa rappresenterebbe un gesto come l’inginocchiarsi”. L’australiano, prossimo pilota della McLaren a partire dal 2021, ha comunque sottolineato come questa minima differenziazione non abbia creato nessuna spaccatura nel fronte dei piloti: “Ovviamente il motivo per cui lo abbiamo fatto è semplicemente quello di supportare Black Lives Matter. Non è per niente politico o altro. Abbiamo convenuto tutti che avremmo fatto quello che ci saremmo sentiti di fare. Ma nessuno viene giudicato o criticato se non sta lì in un certo modo o non si mette in ginocchio” ha concluso il pilota di Perth.



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