Roborace e SIT Autonomous lanciano la Season Beta

Formula 1 Sport

La Roborace, il campionato riservato alle vetture a guida autonoma, ha ufficialmente presentato la prossima stagione della categoria, ribattezzata Season Beta. L’evento è coinciso con il lancio di una delle squadre partecipanti, la SIT Autonomous, dallo Schaffhausen Institute of Technology.

Chip Pankow, Chief Championship Officer del campionato, ha così riassunto le peculiarità di una categoria unica nel palcoscenico motoristico internazionale: “Roborace nasce nel 2015 con la premessa di creare un campionato dove le vetture a guida autonoma possano competere al massimo delle proprie capacità in situazioni estreme […]. Lo scopo ultimo di questo campionato è quello di migliorare la sicurezza sulle strade pubbliche. Più duramente mettiamo alla prova i nostri ingegneri, più innoviamo e impariamo rapidamente”.

Alla base della Roborace pertanto risiede lo spirito progressista che da sempre identifica l’automobilismo sportivo, dove la competizione costituisce una spinta alla ricerca con una rilevanza per la mobilità di tutti i giorni, al fine di garantire un trasferimento tecnologico dalla pista alla strada.
Il campionato presenta dei costi particolarmente accessibili, dal momento che tutte le vetture presentano prestazioni identiche. A fare la differenza infatti sarà lo sviluppo dei software alla base della guida autonoma, con le squadre che saranno responsabili dei propri algoritmi e delle strategie.La Season Beta prenderà il via entro la fine di settembre con una doppia tappa sul circuito di Anglesey, in Galles, ma Pancow ha anticipato che il calendario potrebbe riservare anche una trasferta su un tracciato di Formula 1. Tutti gli eventi saranno trasmessi attraverso la piattaforma Twitch.

Il MetaversePancow è quindi passato a introdurre al pubblico il Metaverse, un altro degli elementi che contraddistinguono la Roborace, nato anch’esso con lo scopo di accelerare lo sviluppo della guida autonoma. “Il Metaverse è un mondo virtuale che possiamo sovrapporre a quello reale. La nostra attenzione è focalizzata sulla pianificazione della traiettoria svolta da queste vetture. Inserire degli ostacoli lungo il percorso fornisce qualcosa che l’auto deve decidere di aggirare. Ovviamente, quando questo non accade, noi siamo a conoscenza se l’ostacolo viene colpito. Tuttavia, quando il veicolo urta l’ostacolo non subisce alcun danno fisico. Si tratta unicamente di un modo per accelerare i test, per rendere queste vetture migliori per il mondo reale”.
“Nella prima metà della stagione gli eventi si svolgeranno con una sola vettura in pista per volta. Mentre le vetture saranno sul tracciato, avremo modo di sperimentare il Metaverse e di inserire degli ostacoli virtuali, rivelandoli alle vetture con 300 metri di anticipo, spingendole a elaborare una traiettoria di evasione”.

“Alcuni oggetti conferiscono un bonus, mentre altri corrispondono ad una penalità, quindi l’auto dovrà decidere se evitare l’ostacolo o se colpirlo. Verranno completati sei giri al termine dei quali, in base al numero di bonus e malus, il tempo di gara di ciascuna squadra verrà convertito nel tempo complessivo. Conterà quindi essere veloci, precisi e decidere se aggirare o urtare gli oggetti”.
Nel corso della Season Alpha nel 2019, la Roborace ha già sperimentato i duelli in pista e il confronto diretto tra le vetture, ma i limiti tecnologici non hanno consentito di raggiungere un livello di competizione soddisfacente. Da qui è nata l’opportunità per lo sviluppo del Metaverse, così che la necessità di aggirare gli ostacoli possa spingere a elaborare un algoritmo da implementare successivamente per i sorpassi. La speranza è che i veicoli arrivino ad essere in grado di pianificare una traiettoria attorno ad un’altra vettura in maniera sicura in qualsiasi istante. L’obiettivo per gli organizzatori è di poter assistere a delle vere e proprie gare nella parte conclusiva della stagione.
SIT Autonomous pronta alla sfidaIlya Shimchik, Team Principal di SIT Autonomous, ha illustrato i principali campi di lavoro per un team della Roborace. “La vettura per la Roborace è ricca di sensori, che generano una grande mole di dati durante ciascuna prova in pista. Dobbiamo elaborare e comprendere questi dati quasi in tempo reale, per capire l’ambiente circostante e per poter prendere le decisioni per controllare la macchina”.Le sfide per gli ingegneri comprendono la mappatura in diretta del circuito, la capacità di localizzazione della vettura e l’analisi della dinamica del veicolo, non soltanto per controllare l’auto, ma per arrivare al limite di guidabilità. “Dobbiamo generare una traiettoria, ma allo stesso tempo capire quale sia il limite della vettura, quale sia l’esatto istante in cui l’auto perde aderenza con la strada”, ha spiegato Shimchik.

Quanto descritto è possibile grazie ai numerosi sensori installati sulla vettura, compresi i cinque Lidar, particolarmente noti nel campo della guida autonoma, oltre al GPS e all’IMU, l’Inertial Measurement Unit, ossia l’unità di misura inerziale in grado di misurare posizione, velocità e accelerazione lineare e angolare.L’auto infine è provvista di un abitacolo in cui un pilota può calarsi unicamente nella fase di test, per prendere il controllo nel caso venisse riscontrata un’anomalia nei software di guida
Le ambizioni di AcronisUn ruolo centrale nello sviluppo del motorsport a guida autonoma è rivestito da Acronis, azienda leader nel campo della sicurezza informatica e della protezione dati, che vanta soluzioni potenziate dall’Intelligenza Artificiale. Acronis infatti è partner ufficiale del campionato Roborace e del team SIT Autonomous, allargando così la propria influenza nel mondo dell’automobilismo sportivo dove è già attiva in Formula 1, Formula E, WEC e IndyCar.
Jan-Jaap Jager, Board Advisor e Vicepresidente Senior di Acronis, ha spiegato quali saranno le sfide principali: “Come ha già accennato Ilya [Shimchik, ndr], immagazziniamo una mole immensa di dati. Ogni secondo loro raccolgono Gigabytes di informazioni e addirittura Terabytes di dati ad ogni gara. Tutto questo dev’essere salvato e protetto. Questo è quello che facciamo per tutte le squadre, assicurarci che tali dati vengano immagazzinati e che allo stesso tempo siano al sicuro”.

Acronis però non intende limitarsi alla salvaguardia dei dati, ma guarda con interessa anche al loro potenziale per migliorare le prestazioni. “Dal momento che lavoriamo con tante squadre sportive”, ha continuato Jager, “abbiamo una quantità enorme di dati e insieme ai team ci interroghiamo su come sfruttare al meglio le informazioni raccolte, cosa possiamo imparare e come possiamo sfruttarle per sviluppare un algoritmo di machine learning o un’Intelligenza Artificiale, al fine di ottimizzare le prestazioni […]”.
Al termine della presentazione, i protagonisti sono stati interpellati sulle prospettive future per la guida autonoma e sul confronto con i piloti umani. A tal proposito, Pancow ha illustrato una previsione sorprendente: “La Devbot è una piattaforma interessante per questo tema, perché permette di girare in modalità autonoma, ma allo stesso tempo si può mettere al volante un pilota professionista, è qualcosa che abbiamo già sperimentato. Il divario prestazionale tra un pilota professionista esperto di vetture elettriche e la modalità autonoma è molto più ristretto di quanto si pensi. Credo che saremo in grado di rendere la guida autonoma migliore del pilota professionista prima di quanto si possa pensare. Ha numerosi aspetti a proprio favore, molti più controlli, più sensori, è una capacità di elaborazione dei dati superiore a qualsiasi pilota. È solo questione di tempo […]”.



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