Sainz, il metodico

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] – Secondo Marc Gené l’arrivo di Carlos Sainz è positivo. Per diversi aspetti del carattere del suo connazionale: la metodicità nella preparazione della gara, la capacità di leggere l’assetto dell’auto, la bravura nelle partenze. Senza contare una giusta autostima che lo ha portato ad avere maggior fiducia.

“Marc Gené, 55 anni, oggi tester a Maranello e commentatore televisivo, spiega che pilota ha ingaggiato la Ferrari. «Carlos è uno che sbaglia poco, non commette errori, per questo raccoglie tanti punti. La forza mentale è una delle sue grandi qualità. Quando parli con lui scopri un uomo maturo e intelligente: tre giorni fa siamo stati al telefono un sacco, e ne ho avuto un’altra conferma. Mi ha impressionato rivedere le sue partenze: al via è molto bravo. Senza considerare un giro completo, ma anche solo le prime curve, prende sempre la direzione giusta e sfrutta i buchi che si creano, come se intuisse in anticipo dove mettere le ruote. Nella F1 moderna è un grande talento». […] «Se si analizza il confronto con Max Verstappen nel 2015 quando entrambi erano alla Toro Rosso e all’esordio, la differenza in prova a fine anno era minima. Ma a mio parere Carlos tira fuori il meglio in corsa. Si è visto l’anno scorso: il modo in cui guadagna posizioni, gestisce le gomme, la capacità strategica. Spesso è successo che partisse 11° e finisse 5°. A inizio stagione sorpassava in sicurezza, senza grossi azzardi. Ma gara dopo gara è migliorato, e negli ultimi due GP, Brasile e Abu Dhabi, gli ho visto fare attacchi che non mi aspettavo. Segno di una maggior fiducia. Ci sono piloti che si adattano, guidano sopra i problemi. Lui non è così: deve sentire l’auto come la desidera. Ma è metodico, studia, si prepara bene. Se si guarda al venerdì di prova dello scorso mondiale, anche solo alla FP1, faceva una gran differenza rispetto a Norris. In pochi giri entrava subito in ritmo, un bel segnale». Che Sainz fosse solido tecnicamente si era capito già dal primo test che affrontò come collaudatore della Toro Rosso, nell’estate del 2013 a Silverstone. Le sensazioni trasmesse, a quanto dicono, erano molto buone. Sapeva mettere a posto la vettura. Oltre a far segnare dei tempi notevoli. Carlos, nei due anni da tester per il team di Faenza, ha lavorato anche con Riccardo Adami: lo spagnolo potrebbe ereditarlo come ingegnere di macchina. Chi ha seguito lo spagnolo con occhio attento mette in guardia dal considerarlo l’agnello sacrificale di Leclerc. Lo spagnolo è entrato in punta di piedi nei GP, ma già dopo un paio di stagioni aveva acquisito autostima e un pizzico di sana arroganza. Potrebbe regalarci qualche sorpresa“.Gianluca Gasparini, La Gazzetta dello Sport, 16 maggio 2020

Go to Source