Sainz in Ferrari, visto dalla Spagna

Formula 1 Sport

Senza dubbio per i media spagnoli ieri è stata una giornata da ricordare: l’annuncio di Carlos Sainz alla Ferrari ha risvegliato la passione per la Formula 1 in modo del tutto simile ai tempi di Fernando Alonso. Il quotidiano AS, che raramente ospita in copertina temi non attinenti al mondo del calcio, salvo che per occasioni specifiche, ha dedicato addirittura le prime 6 pagine alla Formula 1: che è molto, considerando che nel 2020 non si è ancora mai corso nemmeno un Gran Premio per coronavirus.

Gli editoriali dedicati a Sainz sono ovviamente carichi di ottimismo. Il giornalista Juan Gutierrez ricorda l’attitudine del pilota spagnolo tornando indietro al 2009, quando il quotidiano lo premiò con il titolo di ‘promessa AS’ dell’anno: “In quella notte di dicembre Carlos Sainz Vázquez de Castro aveva gli occhi spalancati e osservata tutto con curiosità. A 15 anni stava ricevendo il titolo di promessa dello sport, in una festa nella quale partecipava anche la stella Cristiano Ronaldo. Il calciatore gli chiese se era nervoso. “Un po’ sì”, rispose Sainz. “Io ci sono abituato”, disse il portoghese. Ora è passato oltre un decennio da quel momento, e Carlos conosce molto bene la pressione che si prova quando si è tra i protagonisti di uno sport. Ci sono solo 20 persone che corrono in F1, e lui è uno di esse. Nel 2018, a una cena, Sainz disse una frase che lo definisce come sportivo: “il mio obiettivo è essere campione del mondo, e lavoro ogni giorno per diventarlo”. Sainz non è uno come Schumacher o Alonso. Non è nemmeno suo padre. Carlos è Carlos. Solo i suoi meriti lo hanno portato al Cavallino. Anche il resto sarà tutto suo, conosce la strada“.

Sainz, le valutazioni del giorno dopo

Sempre su AS, Rafa Payà mette l’accento sull’umiltà del neo-ferrarista (seppur dal 2021): “Era un pomeriggio piovoso nell’estate inglese, a Silverstone, nell’agosto del 2011. Quel giorno capii che Carlos era molto più che un figlio di un mito dei rally, e che la sua ambizione di diventare pilota di F1 era veramente sentita. Umile, timido e educato, si scusò per l’attesa mentre lo attendevo per un’intervista. All’improvviso si rivolse verso il padre: “Aspetta, così non funziona. Papà, potresti andare per favore? Non ho bisogno che mi controlli”. Appoggiato alla porta, infatti, c’era in silenzio ad ascoltare anche il grande campione. Junior mostrò il carattere impresso dal padre e da Reyes, la madre. La sua carriera è stata dura: tutti i rivali volevano batterlo, “A volte ero più interessato a guidare bene per gli altri che a divertirmi”, ha ammesso. Momenti difficili da bambino che hanno forgiato un carattere forte, in grado di resistere agli attacchi, oltre a consolidare la fiducia cieca in sé stesso attraverso il duro lavoro e la dedizione. Non si accontenterà e vorrà vincere la F1 con la Ferrari“.
Dello stesso tono anche gli altri quotidiani: ricostruzioni e ricordi della carriera di Sainz ora arrivata a un nuovo capitolo. Ma forse la definizione più interessante viene data dal quotidiano ABC: “Sainz, un uomo tranquillo per la Ferrari“. Forse è proprio questo il motivo caratteriale per cui Binotto lo ha scelto al posto di altri: la sua educazione e la sua consapevolezza molto britanniche, elementi diametralmente opposti alla esuberante passione latina del tedesco Vettel.

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