Salernitana: Nicola tenta un’altra impresa

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In carriera ha già centrato imprese impossibili ma Davide Nicola non vuole che si facciano paragoni con il passato. “Ogni esperienza è diversa dall’altra” ha spiegato il tecnico torinese che è stato scelto dalla Salernitana per tentare di centrare la salvezza. Una decisione fatta in maniera convinta dal presidente, Danilo Iervolino, e dal direttore sportivo, Walter Sabatini, che hanno affiancato oggi l’allenatore nella sua prima uscita pubblica. “Vogliamo rispettare il motto di questa società. ‘Macte Animo’ significa coraggio, aggressività, ci prefissiamo questo” ha garantito Nicola che da ieri pomeriggio si è subito messo a lavoro, dettando le sue regole. “Serve l’attitudine, la voglia, il senso di appartenenza al miglioramento, la responsabilità che non deve essere un peso ma un piacere” ha ribadito con convinzione l’allenatore della Salernitana che in granata proverà a ripetere l’impresa centrata a Crotone nel 2017. “Ho visto le ultime due partite, questa squadra può migliorare tanto con determinati passi e passaggi. Quando mi sono presentato ai calciatori – ha raccontato Nicola – ho detto che ci sono un sacco di loro forti, alcuni li ho allenati, e tanti altri li avrei voluti allenare. Questo è l’entusiasmo che mi ha mosso. Ho detto ai ragazzi che da solo non faccio niente, se riusciamo ad attuare quello che ho in testa, possiamo migliorare”. Aggressività, coraggio e organizzazione saranno le linee guida che accompagneranno la Salernitana in questo nuovo corso che sabato sera avrà subito un banco di prova proibitivo come la sfida al Milan. “Ci pensiamo ma non è che le motivazioni debbano essere superiori perché affrontiamo un grande club, è l’idea di noi stessi che deve venire fuori. Vogliamo sentirci capaci di fare quello che abbiamo in mente di fare”, sottolinea. Dall’esito della stagione, tra l’altro, potrebbe dipendere anche il suo futuro a Salerno. Un fattore che Nicola, per ora, non vuole prendere in considerazione. “Del contratto non me ne frega niente, non faccio questo lavoro perché vado in cerca di uno stipendio. I contratti sono forse un segno di agiatezza, non voglio adagiarmi. Ho un contratto mentale di tre mesi, quello è il mio obiettivo, voglio produrre un cambiamento qui e adesso, il resto mi interesserà dopo”.

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