Schumacher-Hamilton, quelle parole del 2007

Formula 1 Sport

Un legame, una sorta di passaggio di consegne, si ebbe sin dall’inizio, anche se inevitabilmente all’epoca non poteva essere già tutto chiaro. Il 2007 rappresenta in Formula 1 l’anno del cambio della guardia tra il pilota più vincente di sempre fino ad allora, Michael Schumacher, e quello che è ormai ad un passo dal diventarlo, Lewis Hamilton. Quell’anno il britannico esordì in McLaren sfiorando la conquista del titolo al primo colpo, mentre Schumi era alla sua prima stagione da ex, dopo aver mancato di un soffio l’ottavo iride nel 2006. Il tedesco quell’anno aveva anche il particolare ruolo di consulente speciale della Ferrari e seguì spesso la squadra in pista.

Perché Hamilton è meglio di Schumacher e Senna

Il canale YouTube della Formula 1, in occasione del 156esimo podio in carriera di Hamilton, che in Spagna ha superato in questa statistica proprio il Kaiser, ha riproposto un’interessante estratto di un’intervista di quella stagione, rilasciata da Schumacher a Sky Sports UK, nella quale il sette volte campione del mondo parlava proprio di quel giovane e talentuoso rookie che tanti grattacapi stava creando al campione in carica Fernando Alonso: “Lui è un pilota molto talentuoso. Non è una sorpresa che abbia questo successo – commentava Schumacher – vedendo la sua stagione di GP2 dell’anno scorso – che ho seguito un po’ più da vicino visto che il proprietario e manager del team, Nicholas Todt, è ovviamente molto vicino a noi”.

“L’ho incontrato brevemente in Turchia e ho fatto una veloce chiacchierata con lui” ricordava ancora il tedesco, facendo riferimento ad uno dei weekend più celebri della stagione in GP2 di Hamilton. Ad Istanbul l’inglese recuperò infatti da un testacoda che lo aveva fatto scivolare in diciottesima posizione andandosi a prendere la seconda posizione nelle curve finali. “In quell’occasione lui fece una gara straordinaria, quindi per me non è una sorpresa che si sia presentato come sta facendo. È una sorpresa che sia cosi tanto consistente così presto. Incrociamo le dita che continui così”. Parole profetiche, da un campione all’altro, prima della loro ‘seconda staffetta’, tra 2012 e 2013, al volante della Mercedes.



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