Serie A: Roma-Lazio 0-1, decide Felipe Anderson

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La Lazio batte 1-0 la Roma nel derby della 13/a giornata di serie A e aggancia al terzo posto in classifica l’Atalanta, a 27 punti, a -2 dal Milan e -8 dal Napoli capolista. I giallorossi restano quinti, a quota 25, in attesa di Juventus-Inter di stasera. Il match dell’Olimpico è stato deciso al 29′ pt da una rete di Felipe Anderson su assist di Pedro, a sua volta favorito da un grave errore in disimpegno di Ibanez. (La cronaca)

Radu spintona Rui Patricio,le due panchine vanno faccia a faccia (ANSA)

Un grossolano errore di Ibanez, che forse stava pensando già alle convocazioni mondiali che il ct del Brasile Tite renderà note domani, e la propria sterilità offensiva condannano la Roma alla sconfitta nel derby della capitale. E’ una vittoria che rilancia la Lazio fino al terzo posto e di cui è protagonista un altro brasiliano, quel Felipe Anderson che in Qatar non andrà ma che quando Sarri lo chiama in causa risponde quasi sempre presente. Così è stato anche oggi, pur considerando che senza la collaborazione di Ibanez, che si è fatto scippare il pallone da Pedro andato in pressing sul rivale, l’ex del Santos non avrebbe segnato. E, va ricordato, non è la prima volta che Ibanez ‘tradisce’ la sua squadra nella stracittadina: era già successo a gennaio del 2021 quando il brasiliano aveva commesso due topiche, sui gol di Immobile e Luis Alberto. Ma è inutile addossare la croce soltanto al n.3 dei giallorossi, la Roma continua a scontare i propri problemi offensivi, in un reparto dove Abraham è irriconoscibile e così facendo si sta giocando la possibilità di andare ai Mondiali, mentre Belotti sconta la mancata preparazione estiva ed è quindi lontano dalla forma migliore. Resta il rammarico per la traversa di Zaniolo nel primo tempo, quando la Lazio era già passata in vantaggio, e a rendere ancor più nera la giornata romanista si è messo l’infortunio di Lorenzo Pellegrini, costretto a uscire anzitempo per un problema al flessore.

Reti: nel pt 29′ Felipe Anderson (ANSA)

Nel secondo tempo la ‘Magica’, sospinta dal pubblico, ha provato ad attaccare ma non si è mai resa realmente pericolosa, nonostante l’impegno del subentrato Volpato, ragazzo davvero interessante. In ogni caso la difesa della Lazio non è sembrata mai in affanno, molto solida nella coppia centrale Romagnoli-Casale (aveva ragione Sarri, in estate, ad invocare l’arrivo dei due) e con un Provedel puntuale in ogni uscita, a differenza di quanto succedeva l’anno scorso quando fra i pali laziali c’era Strakosha. A rendere ancor più amara la sconfitta della Roma è la constatazione che i ‘cugini’ erano privi dei loro due uomini migliori, lo squalificato Milinkovic Savic e l’infortunato Immobile, comunque andato in panchina a fare il tifo per i compagni. Ed è inutile, per i romanisti, anche attaccarsi all’alibi della mancanza di Dybala e di quel Wijnaldum che finora non si è mai visto. Camara è un’altra cosa, e non in meglio. E’ stato comunque un derby non bello ma come sempre caldo, forse troppo come dimostrano l’espulsione di Foti, assistente di Mourinho, per qualche parola di troppo e soprattutto il principio di rissa nei minuti finali dopo un contatto fuori campo, apparso fortuito, tra Rui Patricio e Radu, con il romeno che era finito a terra. Il gol del successo biancoceleste arriva al 29′, con Ibanez che esita nel passare la palla, Pedro che lo pressa, lo anticipa e serve Felipe Anderson, il quale, a tu per tu con Rui Patricio, non sbaglia. Ed è questo l’episodio di una partita che, altrimenti, con ogni probabilità sarebbe finita senza reti vista la voglia primaria di entrambe le squadre di non perdere. Invece c’è una vincitrice, e il significato di questo successo è tutto nell’espressione e le urla di gioia di Romagnoli sotto la curva nord dopo il fischio finale. Sembra tornato il bambino che, ad Anzio, impazziva per Nesta.

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