Sguardo nel vuoto

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] – Le ferite Ferrari sono su tutti i quotidiani nazionali, con tanto pessimismo non solo verso questa stagione (che appare compromessa sotto ogni aspetto, salvo miracoli) ma pure verso il 2021.

“A parte i punti persi, la più grave conseguenza dello scellerato crash tra i due cavalieri rossi è che ha tolto al team dati e risposte, la bussola per trovare la strada. O per avere conferma che quella presa è giusta. Perché adesso la Ferrari si è persa, per una serie di errori, circostanze, sfortune. Lo si capisce dalle frasi di Mattia Binotto ( foto) che parla di «metodologie da rivedere» e «progetto da cambiare». Un guaio iniziato un’estate fa, quando (dallo stesso gruppo tecnico che aveva sfornato le buone macchine 2017 e 2018: quindi inutile ora chiedere teste che ruzzolano) nasceva questo progetto su basi riassumibili così: «Abbiamo un super motore, cerchiamo di migliorare nel carico aerodinamico». Dopo pochi mesi, per la nota controversia con la Fia, addio supermotore: la Rossa si è ritrovata con il motore più penalizzato e un’aerodinamica comunque non top (eufemismo). Un disastro. Dopo i test, inversione di marcia: basta ricerca esasperata di carico, si va nella direzione opposta. Ed eccoci all’Austria bis con le novità rimaste invalutabili: le qualifiche sul bagnato non sono considerate probanti dai tecnici. Altre arriveranno in Ungheria. Ma la domanda vera è: quanto un progetto nato male può essere stravolto? L’esperienza dice: poco. E allora prepariamoci a una traversata nel deserto, con finale 2022, visto che nel 2021 i regolamenti e le vetture restano questi“.Arianna Ravelli, Corriere della Sera
“Da fenomeno a combinaguai. Come cambia il mondo in sette giorni, a spingere la Ferrari nell’abisso del doppio ritiro è lo stesso ragazzo che l’aveva salvata sulla stessa pista austriaca. Aggravando una situazione già drammatica. Orecchie basse, mea culpa istantaneo, le scuse al compagno. Leclerc dovrà riparare in fretta i cocci del suo peggior fine settimana da quando è a Maranello, dovrà rivedere quell’assurda partenza con un tentativo di attacco all’esterno, in un punto impossibile in mezzo al traffico delle retrovie, su Sebastian Vettel. In riserva di lucidità dopo una manciata di secondi, non è da Charles. Gli era già capitato, a Montecarlo l’anno scorso, esagerando con i sorpassi e finendo in garage prima del tempo. Ma allora era stato condannato a una gara di rimonta da un clamoroso errore del muretto al sabato, ora invece il disastro è tutto suo. Macerie di carbonio. Non è stato un duello ruvido e velenoso come a novembre in Brasile, piuttosto un tamponamento sbadato, non per questo meno grave. «È solo colpa mia, ho chiesto subito scusa a Sebastian e alla squadra, mi prendo tutte le responsabilità. Non ho scuse: avevo voglia di fare bene e recuperare quattro-cinque posizioni, ho visto un buco e ci ho provato. Avrei dovuto pensarci di più». Con le tv francesi usa parole ancora più dure verso se stesso. Vettel non l’ha presa bene, ma non getta benzina sul fuoco, almeno in pubblico: «Non mi aspettavo provasse lì a passarmi perché non credo ci fosse spazio. Non potevo fare nulla per evitarlo». Ci mancava solo il fallo di confusione ad aumentare la pressione, che è già tantissima nella casa rossa. I vertici restano muti, ma prendere più due secondi in qualifica sotto l’acqua, e poi concludere ancora peggio, è autolesionismo. Sul fronte della gestione dei piloti la Ferrari è carente. Ma se questo ritardo è colmabile, quello tecnico appare insuperabile se le prestazioni della SF1000 continueranno ad essere queste. Schiaffi da McLaren, Racing Point, Renault, un cappotto. Domenica in Ungheria la terza gara è già un’ ultima spiaggia. Se la cura di aggiornamenti non funzionerà, non solo questa stagione ma anche la prossima (con telai e motori congelati) rischia di essere compromessa“.Daniele Sparisci, Corriere della Sera
“Non regge tutta la Ferrari, di fronte a un’immagine di se stessa così vera e crudele, e crudele perché vera. Fortunata e coraggiosa 7 giorni fa, rimane una creatura azzoppata: nata da un progetto sbagliato, con un motore “sfiatato” e due piloti di cui uno è ex (Vettel) e l’altro (Charles) cui può capitare, come ieri e come un anno fa a Montecarlo, di sbagliare e anche di molto, vista anche l’esuberanza e la non completa esperienza dovuta all’età (22), benché sia anche molto maturo per non tirarsi indietro dalle responsabilità. Una creatura da correggere in fretta: tra una settimana c’è Budapest, arriveranno altri aggiornamenti (nuove pance), ma saranno abbastanza? «Fa male, molto male, vedere le due vetture ai box dopo pochi giri » ammette il team principal, Mattia Binotto: «La colpa è evidente che sia di Charles, si è scusato con Seb, tra i due non ci sono attriti. Ma non è il momento di cercare colpevoli. La risposta non è nelle accuse ma nel lavoro. È la peggior conclusione possibile di un weekend che era già molto deludente. In questa fase della stagione in cui non siamo competitivi il rammarico è di non fare punti cercando di massimizzare le occasioni e di non aver visto le potenzialità della macchina in condizioni di asciutto. Ma non possiamo nasconderci dietro l’incidente. Bisogna migliorare la vettura. Non è una situazione banale la nostra: dobbiamo capire l’origine del problema, che potrebbe essere di metodologia, di concetto della vettura alla base. Bisogna analizzare tutto per trovare una via d’uscita». Che non sia l’eutanasia“.Alessandra Retico, La Repubblica



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